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Sun Moon Lake

By Clarence Willis,2014-07-11 14:25
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Sun Moon Lake ...

Sun Moon Lake

    English and American Studies: Electronic Texts of

    Literary and Social Analysis

Index:

    p. 2 Grazia Cosima Deledda e Lorenzo Lawrence

    Lina Unali

    p. 9 Constructive Stereotypes in Secret Asian Man by Nick Carbo’

    Elisabetta Marino

    p. 14 “His departing shadow”: Overdetermined Spaces and

    Gender in Fae Myenne Ng’s Bone

    Serena Fusco

    p. 20 Taoist Concepts and Chinese Imagery in the Poetry of

    Marianne Moore

     Lina Unali

    p. 28 Materiali fluttuanti dalla Cina: arti marziali in scrittori

    cinesi americani

     Lina Unali

    p. 41 An Interview with Nick Carbo’

    Elisabetta Marino

    p. 46 Convalida del mito di Shakespeare nel dramma “the Herbal

    Bed” di Peter Whelan

    Lina Unali

     1

     Lina Unali

    Il percorso che compiremo è da Lawrence alla Deledda e non

    viceversa, anche perché ancora non sappiamo se ve ne fu uno, pur GRAZIA COSIMA

    minimo, dalla Deledda a Lawrence. Non ne abbiamo notizia. DELEDDA

    Un'osservazione preliminare si riferisce al rapporto tra gli scrittori E LORENZO

    e la critica in Inghilterra. Se la critica letteraria italiana dell'800 LAWRENCE

    può essere definita come autoritaria e prescrittiva e la letteratura

    Atti del Convegno su italiana moderna come trasgressiva del sistema normatico imposto

    Grazia Deledda, dalla critica (Scrivano), per la letteratura inglese non si può, a

    Biblioteca Sebastiano parer mio, parlare né di autorità né di prescrittività della critica che

    Satta, Nuoro, 1985 appare avere una funzione del tutto secondaria ai fini della

    creazione artistica; forse più adeguatamente definibile come agiografica o di commento. Per brevità possiamo dire che a un

    sistema retorico chiuso, proprio della tradizione italiana, si

    contrappone un sistema esperienzale aperto, di origine protestante e non conformista. L'opera di Lawrence non può essere in nessun modo compresa come violazione di una norma stabilita dalla

    critica militante del suo tempo o del secolo precedente. Non solo

    lo scrittore rifiuta imposizioni da parte dei critici che non hanno

    d'altra parte il peso sufficiente per imporgliele, ma alla maniera di

    molti autori anglo-americani dell'Ottocento di cui tratterà, ad

    esempio, in Studies in Classic American Literature, primo tra tutti Melville, egli confuterà l'importanza di ogni studio accademico e

    persino della scuola stessa, di cui spesso parlerà con disprezzo.

    L'epistolario pubblicato di recente dalla Cambridge University Press porta frequenti tracce, negli anni giovanili, sia di una grande

    ambizione letteraria sia di una posizione nettamente anti-scolastica e anti-accademica. Tra le tante possiamo riportare la frase scritta

    alla fine del suo periodo scolastico: ―College gave me nothing and even nothing to do‖ (L'università non mi dette nulla e persino

    niente da fare). È questo forse il primo elemento che lo avvicina

    alla Deledda. Si ricordino in Cosima i frequenti accenni all'insopportabilità della scuola, l'interesse per la pregnanza e

    vitalità di ciò che è vivo, se si scusa la tautologia. Scrive la

    Deledda in Cosima:

    Queste lezioni accrebbero il senso di ostilità istintiva che la

    piccola scrittrice provava per ogni genere di studi libreschi,

    1a meno che non fossero romanzi e poesie .

E anche:

    Quel giorno Cosima imparò più cose che in dieci giorni del

    professore di belle lettere. Imparò a distinguere la foglia

    dentellata della quercia, da quella lanceolata del leccio e il 2fiore aromatico del tasso da quello del villuccio .

Su questo punto il confronto con Lawrence non si pone soltanto

    circa una loro condivisa posizione anti-scolastica, ma anche relativamente alla folta presenza di elementi naturali nella loro

    opera narrativa. Gli studiosi americani che amano contare e

    catalogare i dati testuali, dopo aver immagazzinato i testi nella

    memoria dei loro calcolatori, sono giunti per Lawrence a una

    somma di 150 piante e di più di cinquanta nomi di animali ricorrenti nei suoi romanzi. Nelle sole seconda e terza pagina di Canne al Vento della Deledda si menzionano cinque tra piante e

    fiori: le canne, i giunchi, le rose, le euforbie e gli ontani; tra gli

    animali il cuculo, i grilli, i cinghiali, le volpi e tra gli animali

    mitici, non appartenenti alla mitologia sarda, i draghi che

    malignamente si nascondono tra le euforbie.

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Due scrittori non di scuola, dunque, educati dalla natura, si

    potrebbe aggiungere, e dal loro talento, che leggeranno con interesse la critica ai loro libri, ma sfuggiranno per istinto ad ogni

    sapere codificato e a qualsivoglia schematismo concettuale. Le

    letture di entrambi sono orientate dalle necessità precipue della

    creazione artistica. I libri, i passi di celebri scrittori, sono ―oggetti trovati‖ nell'itinerario artistico, sono sostegno della creatività,

    fonte dell'ispirazione, conferma di ipotesi esistenziali, estensioni

    della propria espressività artistica. Deledda e Lawrence sono

    scrittori che assecondano il dinamismo del progetto artistico

    sviluppantesi spontaneamente nella mente che non va confuso con

    non meglio identificate entità metafisiche e pertanto ricacciato. Ma

    il suo non essere metafisico non significa che non abbia

    consistenza, che non ritagli uno spazio interiore, che non anticipi l'atto creativo vero e proprio, la scrittura, la produzione del testo.

    Si tratta di un territorio dai confini imprecisati che si estende alla

    confluenza di varie pulsioni, di varie forme di immaginazione e di

    attività mentale.

    Ma veniamo ora ad ulteriori ragioni dell'avvicinamento tra i due

    scrittori. Vogliamo rispondere in particolare alla domanda che io

    stessa mi sono posta sul come D. H. Lawrence arrivò alla Deledda.

    Parleremo nei termini che potrebbero essere chiamati sia di biografia tout court che tiene conto, cioè, degli episodi propri della

    vita individuale sia di biografia del profondo che si occupa di ciò

    che è più remoto e lontano dall'esteriorità. Tutta la produzione

    letteraria di Lawrence può essere vista come una continua proiezione autobiografica, con scarsi superamenti. Di lui si può

    dire qualcosa di simile a ciò che disse della Deledda,

    nell'Introduzione alla traduzione inglese di Nostalgia, Helen Hester Colville, in occasione della pubblicazione inglese del libro nel 1905: ―la forma dei romanzi della Signora Deledda è quasi autobiografica‖.

    I romanzi di Lawrence intersecano la sua vicenda personale in vari

    punti. Per esempio The White Peacock (Il Pavone Bianco) rappresenta eventi noti del Lawrence e dei loro vicini di casa, anche se rapportate a una ―casta‖ superiore a quella della famiglia

    dello scrittore; Sons and Lovers (Figli e Amanti) è una proiezione autobiografica completa, The Rainbow (L'Arcobaleno) è una saga familiare, carica di elementi autobiografici, ambientata nella valle della sua giovinezza. L'imprescindibile intrecciarsi della

    soggettività con le vicende raccontate nella sua opera letteraria

    costituisce anche il limite di Lawrence. Perciò lo scrittore inglese è

    sempre interessante, ma soprattutto nella prima parte della sua

    produzione, quella dei romanzi ambientati in Inghilterra, non può

    essere letto indipendentemente dalla propria ansia soggettiva, dalla

    lacerante motivazione autobiografica, dalle tensioni vitalistiche

    che la caratterizzano. Raramente soddisfa bisogni di universalità. Per poter compiere un'indagine sulla soggettività dello scrittore

    che precede il testo e lo sostanzia continuamente, mi servirò di un

    modello che assomiglia, prima di diventare bivalente, a un

    diagramma di flusso, come viene descritto in informatica. Lotman,

    d'altronde, si chiese spesso perché non si potessero usare gli

    algoritmi nello studio dell'opera d'arte. Lo si può fare quando

    l'interpretazione riesce a conseguire la sinteticità e l'applicabilità di

    una formula matematica. Il ―problema‖ di Lawrence si può considerare dal punto di vista dell'informatica, trattabile perché

    prevede una soluzione. Ma qual è il problema e quale la

    soluzione? Dagli elementi di cui disponiamo possiamo affermare

    che la soluzione del problema era il raggiungimento per se stesso di un alto grado di emancipazione umana che voleva dire

    emancipazione dal circondario in cui trascorse la prima parte della

    sua vita, emancipazione sociale, liberazione, raggiungimento di un

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livello massimo tra i viventi. Lawrence lesse molto presto La

    Volontà di Potere di Nietzsche. Nei suoi romanzi inglesi ci sono

    continue percezioni di umanità che vive ad alto livello, al di sopra

    dell'ordinario, separata; curiosamente sono le donne ad apprezzare

    e a ricercare questo mondo quasi con angoscia. A tale specie di