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Economia Aziendale

By Beatrice Armstrong,2014-06-07 03:44
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Economia Aziendale

    CAPITOLO 1 ATTIVITA’ ECONOMICHE

    1) Cosa studia l’Economia Aziendale?

     L'economia aziendale è la scienza che osserva, per capire, per spiegare e prevedere, il comportamento economico dell'uomo nelle aziende, delle aziende, tra le aziende al fine di costruire modelli di conoscenza e di controllo di quel comportamento

    (descrizioni, leggi o teorie).

2) Che cosa è un modello?

    I modelli sono gli strumenti attraverso i quali l’uomo osservatore cerca di capire la realtà indagata e di imparare a fini

    operativi. Non costituiscono, però, solo il risultato della nostra attività di conoscenza ma dirigono la stessa osservazione. Sono,

    pertanto, indispensabili strumenti sia per la comprensione sia per la spiegazione. Tanto le leggi quanto i modelli elaborati dall’Economia Aziendale devono essere coerenti con la realtà osservata. “Osservare la realtà” deve essere la “parola d'ordine”

    di chi studia l'economia aziendale. Guardiamoci attorno!!!

    Un modello può definirsi coerente se si collega con altre conoscenze sul mondo (altri modelli) in modo da lasciarci soddisfatti (senza il dubbio, senza alcun punto interrogativo), al più suscitando la nostra curiosità; dotato di senso se direttamente od

    indirettamente è collegato con la realtà osservata o teorizzata. Il processo di conoscenza (il conoscere) è formazione e

    continua modificazione del sistema dei modelli che formano il sapere. I modelli, tra loro collegati, formano un sistema di modelli, cioè un sapere (una cultura).

3) Tipologie di Modelli

Descrittivi, Operativi, Emulativi

     Letterari, simbolici, schematici, iconici

     Realistici (tengono conto delle variabili reali con valori realistici) , perfetti (considerano

    variabili reali ma con valori perfetti) , ideali (considerano solo le variabili rilevanti trascurando

    le altre)

     Altre

4) Che cosa è il Comportamento? Che cosa è un processo?

L’uomo compie azioni – od operazioni - di vario tipo e specie.

    Le azioni sono ordinate in:

    Attività = ripetizione di azioni della stessa specie

    Processi = azioni di specie diversa attuate per ottenere un risultato.

    Comportamenti = attività sistematiche e processi ricorrenti

    L’Economia Aziendale indaga, prevalentemente, i comportamenti.

5) Che cosa è il Comportamento Organizzato?

    I comportamenti di ogni individuo si definiscono “in forma organizzata”, quando sono svolti insieme ad altri individui, sviluppando attività e processi specializzati, per funzione, funzionalità e topologia, in modo coordinato e cooperativo, per conseguire un comune obiettivo. Gli individui che operano in forma organizzata costituiscono un’organizzazione.

    L’organizzazione è un sistema autonomo atto a produrre un risultato (obiettivo) che nessun individuo singolo potrebbe ottenere. L’organizzazione sviluppa un comportamento teleonomico.

    In relazione alla durata di vita, possiamo distinguere tra:

     organizzazioni occasionali

     organizzazioni a vita limitata o per progetti singoli

     organizzazioni permanenti o a vita non predefinita (illimitata)

6) Che cosa si intende per Comportamento Economico delluomo?

    Il comportamento economico dell'uomo può essere definita come la prestazione del lavoro organizzato per produrre e per consumare i beni necessari per soddisfare i bisogni e appagare le aspirazioni dell'esistenza. ? 4,5 . possiamo definire l’Economia Aziendale come l’insieme dei comportamenti organizzati di lavoro tramite i quali l’uomo, nelle organizzazioni, produce e consuma i beni necessari, per soddisfare i bisogni ed appagare le aspirazioni dell’esistenza.

7) Cosa sono i Bisogni e le Aspirazioni?

    Il punto di partenza dell’Economia Aziendale è il riconoscimento che la vita dell’uomo è caratterizzata dal sorgere continuo di bisogni e aspirazioni e dalla ricerca del loro appagamento. L’uomo è un sistema teleonomico , un organismo che sviluppa

    processi cognitivi e pone in essere comportamenti necessari per la sopravvivenza, come singolo e come specie. Bisogni e Aspirazioni sono motivazioni dell'agire economico dell’uomo come singolo e come collettività. I bisogni sono stati spiacevoli di

    squilibrio psico-fisico che l'uomo cerca di eliminare o di ridurre. L’uomo fortunatamente non vive solo per eliminare gli stati spiacevoli della vita, ma sente, o immagina, anche stati piacevoli che tende a conseguire per quanto possibile. Le aspirazioni sono stati piacevoli di natura, spesso, sociale, che l'uomo cerca di conseguire o di accrescere. Si denomina soddisfacimenti di

    un bisogno, o appagamento di un aspirazione, tanto il comportamento volto a conseguire l’annullamento dello stato di disequilibrio connesso al bisogno, o l’ottenimento dello stato piacevole connesso all’aspirazione, quanto il risultato di tale comportamento. L’intensità del bisogno decresce con il soddisfacimento, l’intensità dell’aspirazione invece aumenta con l’appagamento. Bisogni e aspirazioni sono dunque componenti connaturati alla nostra esistenza e rappresentano le

    motivazioni fondamentali del comportamento economico, in quanto spingono l’uomo a porre in essere attività, azioni comportamenti per il loro soddisfacimento o conseguimento.

    Abraham Maslow suggerisce una scala, o piramide, di bisogni, intesi quali fattori motivanti del comportamento economico: 1) bisogni fisiologici: (physiological needs) (fame, sete,riposo...) sono poco motivanti in quanto un bisogno regolarmente soddisfatto cessa di essere motivante;

    2) bisogni di sicurezza (safety needs): anche i bisogni di sicurezza sono poco motivanti;

    3) bisogni associativi e d’amore (belongingness and love needs): sono irrinunciabili e molto motivanti;

    4) bisogni di stima sociale (esteem needs): corrispondono alle aspirazioni di autostima e di status sociale; sono molto motivanti;

    5) bisogni di auto realizzazione (need for self-actualization): sono al vertice della gerarchia dei bisogni umani; sono

    massimamente motivanti.

8) Definire i Beni

Per il soddisfacimento dei bisogni e l'appagamento delle aspirazioni occorrono risorse o beni che l'uomo ottiene con il lavoro.

    I beni sono tutti i mezzi (materiali o immateriali, del fisico o dello spirito, oggetti, prestazioni, servizi, ecc.), impiegabili per il

    soddisfacimento di Bisogni e Aspirazioni, ottenuti con il lavoro, e , pertanto, relativamente scarsi.

9) Che cosa è il Lavoro?

    Ogni prestazione (attività, azione, comportamento) faticosa (onerosa, che dà pena, che si vorrebbe eliminare, ridurre migliorare) necessaria per ottenere e per impiegare i beni per il soddisfacimento dei bisogni e delle aspirazioni. I beni sono scarsi proprio in quanto ottenuti con il sacrifici del lavoro. I beni ottenuti con il sacrificio del lavoro, e destinabili al consumo,

    rappresentano la retribuzione del sacrificio. Con il lavoro si trasforma (scambia) un sacrificio (fatica per il lavoro) con un beneficio (soddisfacimento Bis&Asp). Il lavoro è l’unico fattore attivo della produzione.

10) Due congetture sul Lavoro

    Prima congettura: in generale l’uomo libero presta il proprio lavoro fino a quando il beneficio ottenuto è superiore al sacrificio. Altrimenti è schiavo, costretto al lavoro.

    Seconda congettura: in generale l’uomo razionale tende a rendere massima l’efficienza del lavoro, denominata produttività

    π(L):

     beneficio quantità e qualità dei beni

    π(L) = ————— = ——————————————

     sacrificio quantità e qualità del lavoro

    11) Primo circuito

Bisogni e Aspirazioni sono le motivazioni. Beni e Lavoro sono i mezzi necessari. I Bisogni e Aspirazioni motivano l’uomo a

    prestare lavoro per ottenere e impiegare beni per soddisfare Bisogni e Aspirazioni.

    12) Cosa si intende per produzione e consumo?

    Si definisce produzione l’applicazione di lavoro (con altri beni) per ottenere i beni per il soddisfare bisogni e aspirazioni. Si

    definisce consumo sia l’applicazione di lavoro (altri beni) per impiegare i beni

    per il soddisfare bisogni e aspirazioni sia l’applicazione dei beni per il soddisfacimento dei bisogni e delle aspirazioni.

     Connessione tra produzione e consumo: produzione e consumo richiedono lavoro, sono attività “faticose” ma necessarie, non sono sempre facilmente distinguibili, si giustificano solo se vi sono motivazioni economiche e la loro intensità dipende da

    quella delle motivazioni, sono svolti in forma organizzata.

13) Secondo Circuito

    Bisogni e Aspirazioni motivano l’uomo a prestare lavoro organizzato nella produzione e nel consumo dei beni per soddisfare Bisogni e Aspirazioni.

14) Specializzazione produttiva

La specializzazione produttiva è un processo universale ed inarrestabile: nella produzione, ciascuno presta il proprio lavoro in

    processi per ottenere un solo bene, o un componente di un bene o, ancora, un componente di un componente; le organizzazioni, come gli individui, arrivano a produrre un bene specifico.

    La specializzazione produttiva ha come conseguenza l’abbandono dell’autoproduzione, ovvero della produzione per il consumo.

15) Cinque fenomeni

Primo fenomeno: separazione tra produzione e consumo. Lautoproduzione è sempre più sostituita dalla

    produzione.

     Secondo fenomeno: si rende inevitabile lo scambio. Il produttore specializzato ottiene i beni da

    consumare, cedendo i beni prodotti, secondo dati rapporti denominati rapporti di scambio. Grazie allo

    scambio, nelle economie con specializzazione produttiva, nessuno consuma ciò che produce e nessuno

    produce ciò che consuma.

     Terzo fenomeno: si diffonde il lavoro organizzato, quindi specializzato. La specializzazione delle

    produzioni implica quella delle attività, dei saperi, del lavoro, dei processi.

     Quarto fenomeno: nasce e si diffonde luso della moneta. La moneta funge da intermediario degli scambi Quinto fenomeno: Con la specializzazione produttiva e la produzione in forma organizzata, il lavoro

    diventa un bene di scambio, contro una retribuzione. Il lavoratore scambia il proprio lavoro contro

    i beni che può acquistare, tramite le retribuzioni monetarie [Lavoro?Retribuzioni monetarie?Beni].

16) Terzo circuito

    Bisogni e Aspirazioni motivano l’uomo a prestare lavoro nella produzione di beni e nello scambio di beni e nel consumo di beni per soddisfare Bisogni e Aspirazioni

17) C’è differenza tra utilità e valore?

Ai beni si associano due importanti dimensioni. L’utilitá riguarda il rapporto bene/B&A, esprime l’attitudine tecnica dei beni a

    soddisfare bisogni e aspirazioni. Il valore riguarda il rapporto bene/soggetto, esprime l’attitudine economica dei beni ad essere richiesti da qualche soggetto per soddisfare bisogni e aspirazioni. + 18

18) Da cosa dipende il valore?

Il valore dipende da:

     utilità

     intensità dei bisogni e delle aspirazioni

     abbondanza/scarsità dei beni

    e da

     provienenza (è prodotto con scarsa igiene)

     fonte (primo dentino caduto del figlio)

     modo di ottenimento (acquisto o dono)

     destinazione (consumo o produzione)

     combinazione con altri beni.

19) “prezzo” come indicatore di valore

Il valore viene attribuito ad un bene da parte di un soggetto mediante l’apprezzamento, l’operazione mentale che associa al

    bene un indicatore che esprime il sacrificio sopportabile dal soggetto per ottenere o per privarsi del bene.

    L’indicatore di apprezzamento più semplice nello scambio monetario,

    l’indice di apprezzamento è costituito dal prezzo.

    Il valore, pertanto, pur essendo soggettivo, si presenta come una dimensione quantitativa .

La moneta acquista tre funzioni:

     intermediario negli scambi

     unità di espressione dei valori

     strumento per il confronto dei valori dei beni

    Ovviamente, la moneta non attribuisce il valore ai beni e nemmeno lo misura; semplicemente lo esprime come unità di

    misura.

20) Tipologie di valori

    Ci sono diverse specie di valori in relazione al rapporto tra soggetti e bene. 1 ) valore o costo di acquisizione: È il massimo prezzo, pmaxA, che il soggetto acquirente è disposto a corrispondere per acquisire il bene. Ci sono diverse specie di valori in relazione al rapporto tra soggetti e bene.

    2) valore o ricavo di cessione: È il minimo prezzo, pminC, che il soggetto cedente è disposto a ricevere per cedere il bene.

    3) valore di scambio: è il prezzo al quale avviene lo scambio. Si denomina

    prezzo fatto, PF. Vale la seguente legge: lo scambio del bene B tra i soggetti SA (acquirente) e SC (cedente) può avvenire al

    prezzo fatto solo se, per quello stesso bene, risulta: pmaxA per SA > pF > pminC per SC. 1.000 > pF > 700

    Nessun soggetto razionale dovrebbe essere disposto ad acquisire ad un prezzo fatto superiore al valore di acquisizione che

    egli attribuisce; a cedere ad un prezzo fatto inferiore al valore di cessione attribuito. Nello scambio, entrambi gli scambisti realizzano un vantaggio. Ricordando che deve essere: pmaxA per SA > pF > pminC per SC. 1.000 > pF > 700

     Guadagno del compratore: pmaxA pF

     Guadagno del venditore: pF - pminC

    Se il venditore è un produttore, il suo guadagno si denomina anche profitto o utile. I vantaggi dello scambio

    4) valore d’uso: massimo prezzo, pU, che il soggetto sarebbe disposto a pagare per disporre del bene, se ne venisse privato, o

    il prezzo minimo da ricevere per privarsi del bene.

    5) valore di produzione: è la somma dei valori dei beni che entrano nella produzione: [lavoro + altri beni]

21) Che cosa è la ricchezza?

Si definisce ricchezza (o patrimonio) uno stock di beni dotati di valore (non solo di utilità). Con la specializzazione produttiva,

    si è passati da una produzione di utilità ad una produzione di valori: oggi la produzione e il consumo non sono di beni ma di

    ricchezza; si producono, cioè, beni dotati di valore, che devono essere desiderabili (valore) non per il produttore ma per il

    consumatore.

    La ricchezza della Nazione è lo stock di beni dotati di valore prodotti e posseduti dalla Nazione Qual è la causa della ricchezza delle Nazioni? Le nazioni ricche sono quelle che possiedono capacità di lavoro non solo di beni

    dotati di utilità e di valore.

    Il lavoro è la "fonte" di ogni ricchezza sia individuale sia collettiva. La ricchezza della Nazione dipende dalle sue capacità di

    lavoro efficiente, cioè dalla produttività dei lavoratori. Il sistema educativo - professionale è uno dei fattori di ricchezza della

    Nazione.

22) Fattori attivi e passivi

La produzione richiede, oltre che il lavoro, anche altri beni dotati

    di valore, cioè ricchezza. Lavoro ed altri beni impiegati nella produzione sono fattori di produzione.

    In generale, i fattori della produzione sono di tre specie:

     Materie (Materials) e Servizi (Services)

     Mano dopera (Manpower)

     Macchinari (Machinery)

    Il lavoro è l’unico fattore attivo della produzione.

    Gli altri si denominano fattori passivi della produzione.

23) Quarto circuito

Bisogni & Aspirazioni motivano l’uomo a prestare lavoro nella produzione di ricchezza e nello scambio di ricchezza e nel

    consumo di ricchezza per soddisfare Bisogni e Aspirazioni.

24) Cos’è il risparmio?

Il risparmio è l’astensione dal consumo attuale della ricchezza:per il consumo futuro,

    oppure per l'investimento. Oggi il risparmio è prevalentemente monetario e deriva da mancato consumo delle retribuzioni. Il

    risparmio è universale. In tutte le società, in tutte le epoche, in tutti i luoghi, si osserva una innata: propensione al risparmio.

    Con il risparmio monetario nasce la più forte motivazione economica dell’uomo in tutte le epoche e in tutti i luoghi: la

    ricchezza.

25) Definizione di Investimento

L'investimento è l'attività con la quale un soggetto pone in rischio, in qualche attività di produzione, una quantità di ricchezza

    denominata capitale per un periodo T (ciclo) con la speranza di avere un beneficio futuro in termini di maggiore capitale.

    L'investimento di uno stock di moneta si definisce investimento monetario. Motivato dall’aspirazione alla ricchezza l’uomo accumula ricchezza e accetta il rischio di investire capitale con la speranza

    di incrementarlo.

26) Investimento e le sue forme

Tre sono le forme dell'investimento (supponiamolo monetario):

    1 - economico reale: è formato da due scambi contrapposti dello stesso bene a t diverse 2 - economico produttivo: si acquisiscono fattori di produzione e si cedono le produzioni ottenute da processi produttivi

    intermedi.

    3 - finanziario: si cede un capitale contro un capitale futuro, lasciandone ad altri l’investimento economico.

27) Investimento economico reale e i suoi rischi

    L’investimento economico reale è un trasformatore economico nel quale viene messa in rischio una quantità di ricchezza ad una certa epoca il capitale investito per acquistare dati beni a dati prezzi, conservandoli per un dato periodo, al fine di

    rivendere quegli stessi beni ai prezzi disponibili all’epoca in cui i beni saranno ceduti.

    Il valore dei beni acquistati rappresenta il costo di acquisto; il valore dei beni ceduti configura il ricavo di vendita che recupera

    il costo e determina un risultato operativo.

     + QB(t?) - QB(t1)

    —————•—————————————•——————

    - CI(t0)=-pB(t0) QB(t0) = CB + CI(t1)=pB(t1) QB(t1) = RB

Il risultato operativo si quantifica come:

    RO = RB CB = [pB(t1) QB(t1)] [pB(t0) QB(t0) ]

    Ecco i due rischi dell’investimento reale:

    1) rischio tecnico di conservazione di B;

    2) rischio economico di mercato: non riuscire a vendere a prezzi superiori. Se QB(t1) = QB(t0) allora risulta: RO = QB(t1) [pB(t1) pB(t0)]

28) Investimento economico produttivo e i suoi rischi

L’investimento economico produttivo è un trasformatore economico nel quale un capitale CI(t0) viene investito per

    acquistare fattori produttivi (e lavoro), in quantità QF(t0) ai prezzi pF(t0) al fine di produrre altri beni in quantità QP(t1) che

    verranno successivamente venduti ai prezzi pP(t1) al termine dei processi di produzione, recuperando il capitale in volume CI(t1); maggiore di quello investito, produce un utile; se inferiore, una perdita.

     + QF(t0) - QF = +QP - QP(t1)

    ———•————————————————•—————

    - CI(t0)=-pB(t0) QF(t0) = CF + CI(t1)=pB(t1) QP(t1) = RP

Il risultato operativo si quantifica come:

    RO = RP CF = [pP(t1) QP(t1)] [pF(t0) QF(t0) ]

Ecco i due rischi dell’investimento produttivo:

    1) rischio tecnico di trasformazione di P;

    2) rischio economico di mercato: non riuscire a vendere a prezzi superiori. I prezzi, in quanto consentono la misura dei valori di scambio, rappresentano l’essenza della trasformazione economica.

    29) Investimento finanziario

Un capitale CI(t0) viene posto in rischio per il finanziamento del capitale investito di un investimento economico produttivo o

    economico reale e diventa un capitale finanziario. Al termine di T si recupera il capitale CI(t1).

Se CI(t1) > CI(t0) si ha un risultato finanziario positivo.

    L’investitore finanziario sopporta un rischio indiretto: quello dell’investimento economico per finanziare il quale il capitale è

    stato conferito.

    Il capitale finanziario può essere investito in due forme:

    1) conferimento in rischio assoluto o a titolo di Equity - (capitale proprio, capitale netto, ecc,) come partecipazione alla

    formazione del capitale investito:

     - K(t?) + K(t1)

    ———•——————————————•———

    + partecipazione - partecipazione

    L’Equity partecipa ai risultati dell’investimento economico ma guadagna per ultimo e perde per primo.

    2) conferimento in rischio relativo o a titolo di Debt (Debit, prestito, finanziamento netto, credito di finanziamento, ecc,):

     - K(t?) + K(t1)

    ———•——————————————•———

     + prestito - prestito

    Il Debt partecipa ai risultati dell’investimento economico ma guadagna per primo e perde per ultimo.

30) Legge generale dell’’investimento

    L’investimento finanziario è strumentale per attuare l’investimento economico così come l’investimento economico è strumentale per attuare l’investimento finanziario.

    Deriviamo la seguente legge generale dell’investimento. Investimento economico e finanziario, non possono avere vita autonoma e distinta ma devono sempre essere

    attuati congiuntamente per formare un capital investment.

    Il capital investment sopporta rischi tecnici (di conservazione e di trasformazione) e rischi economici (di mercato) e tutti i capitali finanziari compartecipano a tali rischi (in forma assoluta, equity, o relativa, debt).

    Il capital investment produce un risultato operativo che è l’unica fonte per remunerare gli investimenti finanziari.

31) Definizione di Azienda

    Definiamo Aziende le organizzazioni durevoli o sistemi economici istituzionalizzati nelle quali vengono svolte in forma collettiva le attività: di consumo, di produzione, di risparmio, di investimento, di scambio della ricchezza.

32) Le due classi principali di Aziende

     Aziende di consumo sono le organizzazioni permanenti nelle quali sono assunte le decisioni di consumo, di impiego del

    lavoro, di risparmio e di investimento finanziario dei capitali che con il risparmio hanno avuto formazione. Sono create

    per rendere massima l’efficienza del consumo e per soddisfare l’aspirazione al benessere e alla ricchezza.

     Aziende di produzione Sono le organizzazioni permanenti, nelle quali sono assunte le decisioni

    relative ai processi di produzione, allutilizzo del lavoro e degli altri fattori produttivi, al

    reperimento di informazioni e del know-how e alla ricerca dei capitali finanziari necessari per l

    investimento. Sono create da lavoratori o da investitori per ricercare, tramite la produzione

    efficiente, una remunerazione per il lavoro o un risultato economico per i capitali investiti.

33) I postulati osservativi

    Per l’EA, la realtà economica è formata da comportamenti ma non esprime giudizi sulle motivazioni, cioè sui bisogni e sulle aspirazioni, di quei comportamenti. Nell’osservazione (descrizione e spiegazione) della realtà economica l’ EA pone alcuni

    postulati sulla cui base si fondano le teorie. Essi rappresentano il presupposto di ogni spiegazione dell'Economia Aziendale.

    1. Teleonomia, benessere, egoismo: L’uomo ricerca la sopravvivenza sua, della famiglia, del gruppo di appartenenza.

    Ricerca il benessere come condizione di esistenza.

    2. Inappagabilità: I bisogni e le aspirazioni sono illimitati, per numero, varietà e ricorrenza.

    3. Ambizione: Gli individui tendono a massimizzare il grado di soddisfacimento dei bisogni e di

    appagamento delle aspirazioni (della ricchezza, in particolare) e ricercano la gratificazione

    sociale.

    4. Operosità: Luomo è disposto ad applicare il proprio lavoro per produrre e consumare i beni necessari

    per soddisfare i moventi economici; ciò equivale allipotesi che luomo sia lavoratore, produttore

    e consumatore. Cioè, che sia operoso.

    5. Efficienza, produttività: Gli individui tendono a massimizzare lefficienza del proprio lavoro,

    rendendo massimo il rapporto tra il beneficio del lavorare e il sacrificio che ne deriva.

    6. Razionalità, interesse: Luomo tende a rendere massimo il beneficio delle proprie azioni e, in

    particolare, a massimizzare il proprio interesse, sia in campo economico sia in campo sociale.

    7. Misurabilità dei valori: Esiste un sistema di prezzi tramite il quale misurare i valori.

    8. Intraprendenza: Luomo tende sempre a risparmiare una parte della ricchezza ed esistono individui

    disposti ad accettare il rischio dellimpiego del risparmio per attuare investimenti. Ciò equivale

    a postulare che luomo sia previdente ma intraprendente.

    9. Esistenza dellazienda: Le aziende esistono in quanto sono lo strumento dellumano operare in

    campo economico

    10. Azienda quale unità di osservazione: Lattività economica è svolta interamente nellambito di

    aziende intese quali organizzazioni permanenti nelle quali sono assunte tutte le più rilevanti

    decisioni circa la produzione ed il consumo, lo scambio, il risparmio e linvestimento della

    ricchezza.

    11. Rapporti tra aziende: Le aziende di produzione e di consumo sono tra loro collegate in una rete

    di flussi di beni, lavoro, capitali ed informazioni tramite scambi monetari e investimenti.

    12. Teleonomia delle organizzazioni produttive: Le aziende di produzione efficienti godono di-

    teleonomia endogena in quanto producono remunerazioni di lavoro e di capitale, - teleonomia esogena,

    in quanto aumentano la ricchezza del sistema riducendo il lavoro necessario.

    13. Teleonomia delle organizzazioni di consumo: Le aziende di consumo efficienti godono di - teleonomia

    endogena in quanto soddisfano i bisogni dei propri componenti, - teleonomia esogena, in quanto

    consentono di ottenere lavoro, remunerazioni e risparmio.

CAPITOLO 2 PRODUZIONE

    1. Che cosa è un processo di produzione?

     Ogni processo di produzione può essere inteso come un processo di trasformazione produttiva di:

     fattori di produzione beni in input

     in produzioni beni in output

    E’ utile classificare i fattori di produzione, per quanto vari, in sole cinque classi:

    (1) - gli Impianti ed i macchinari [I],

    (2) - le Materie [M],

    (3) - i Servizi [S],

    (4) - il Lavoro (la mano d’opera) *L+,

    (5) - le Conoscenze [B].

    La trasformazione si sviluppa secondo una funzione di trasformazione che specifica come trasformare i fattori in produzioni.

    2. Che cosa è un sistema produttivo?

L’organizzazione che svolge il processo è il sistema produttivo

    3. Prodotti disgiunti e congiunti

In relazione agli output, i sistemi produttivi possono essere:

    monoprodotto, pluriprodotto, con produzioni tecnicamente disgiunte, con produzioni tecnicamente congiunte, da materia, da

    processo.

    4. Prodotti materiali e servizi - Classificazione 1

Prodotti materiali, o tangibili

     Prodotti immateriali, o servizi

    PRODOTTI TANGIBILI

    O BENI

    Tangibili

    Omogenei

    Produzione e distribuzione separata

    dal consumo

    Una cosa, un oggetto

    MATERIALI SERVIZI INTANGIBILI O BENI IMMATERIALI

Intangibili

    Eterogenei

    Produzione, distribuzione e consumo

    sono processi simultanei

    Un’attività o un processo

    Il valore viene prodotto in fabbrica

    I clienti normalmente non partecipano al processo di produzione Possono essere tenuti in magazzino

C’è trasferimento di proprietà

Il valore essenziale viene prodotto nelle interazione venditore/acquirente

    I clienti possono partecipare alla produzione Non possono essere tenuti in magazzino

    Non c’è trasferimento di proprietà

5. Prodotti finali e strumentali Classificazione 2

     Prodotti finali, o per il consumo finale, quali, ad es.: biscotti, polli, carne di manzo, pesche,

    vino, camicie, scarpe, partite di calcio, spettacoli teatrali, ventilatori da abitazione,

    televisori, automobili, trasporto ferroviario, appartamenti in un condominio, gioielli e le

    altre migliaia di beni che tutti noi utilizziamo nel corso della nostra vita; Prodotti strumentali che rappresentano fattori per la produzione di altri

    prodotti: per es., macchinari di ogni tipo torni, frese, trapani, presse

    , chip, monitor, calce, mattoni, lamierino di ferro, alluminio, assi di

    legno, putrelle dacciaio, vagoni ferroviari, chiese, stadi ecc., in una

    gamma quasi indescrivibile.

6. Produzioni terminali o intermedie - Classificazione 3

     Produzioni terminali, il cui output è un prodotto autonomamente osservabile (risotto,

    automobile, confezione di profumo, ponte);

     Produzioni intermedie o di componenti (soffritto, motori o selleria interna,

    essenze o bottiglia da confezionare).

7. Prodotti distintivi o commodities - Classificazione 4

     Prodotti a contenuto tecnologico distintivo, quali, ad es., computer, macchinari industriali,

    creme abbronzanti, capi di vestiario firmati, automobili, aeroplani, grattacieli ecc.; Prodotti legati alla moda; per es., vestiti, calzature, cene ai ristoranti,

    giornate di villeggiatura, viaggi in date località ecc.;

     Prodotti indifferenziati o commodities; per es., verdura, frutta, frumento,

    ghisa, legname, marmo di Carrara, cemento, petrolio, benzina ecc. , il cui

    contenuto intrinseco che si mantiene relativamente costante negli anni. 8. Produzioni per il mercato e per il cliente - Classificazione 5

     Produzioni per il mercato, o standard, solitamente a flusso, le cui caratteristiche tecniche

    (“specifiche”) sono decise dal produttore (automobili di serie, matite, abbigliamento di

    serie, bibita confezionata ecc.);

     Produzioni per il cliente, o speciali, o produzioni per commessa, le cui

    caratteristiche sono stabilite dal consumatore.

9. I fattori di produzione

Classifichiamo i fattori di produzione in cinque classi:

    (1) - gli Impianti ed i macchinari [I],

    (2) - le Materie [M],

    (3) - i Servizi [S],

    (4) - il Lavoro (la mano d’opera) *L+,

    (5) - le Conoscenze [B].

     Il capitale non è tecnicamente un fattore di

    produzione.

     Impianti

    Caratteristiche:

    Sono fattori strumentali

    Sono fattori di (a) capacità simbolo [KI(T)] Sono fattori di struttura o a fecondità ripetuta

    Sono fattori pluriennali

    - Le unità di servizio per unità di prodotto o di tempo rappresentano il fabbisogno unitario

    simbolo qI

    - Le unità necessarie per un dato volume di produzione QP(T) rappresentano il

    fabbisogno complessivo simbolo QI(T)

    Calcolo del fabbisogno complessivo: QI(T) = qI x QP(T)

    Calcolo del numero di impianti necessari o delle unità di tempo NI = QI(T)/KI(T) = NT Materie e componenti

    Caratteristiche:

    Sono fattori operativi materiali a fecondità semplice

    Sono fattori “a contatore” a impiego proporzionale

    Sono fattori immagazzinabili

    - Le unità di materie per unità di prodotto o di tempo rappresentano il fabbisogno

    unitario simbolo qM

    - Le unità necessarie per un dato volume di produzione QP(T) rappresentano il

    fabbisogno complessivo simbolo QM(T)

    Calcolo del fabbisogno complessivo: QM(T) = qM x QP(T)

     Servizi e lavorazioni esterne

    Caratteristiche:

    Sono fattori operativi immateriali a fecondità semplice

    Sono fattori “a contatore” a impiego proporzionale

    Sono fattori non immagazzinabili

    - Le unità di servizi per unità di prodotto o di tempo rappresentano l fabbisogno unitario

    simbolo qS

    - Le unità necessarie per un dato volume di produzione QP(T) rappresentano il

    fabbisogno complessivo simbolo QS(T)

    Calcolo del fabbisogno complessivo: QS(T) = qS x QP(T)

     Lavoro o mano d’’opera

    Caratteristiche:

    È l’unico fattore attivo della produzione

    Non è separabile dal lavoratore

    Può essere diretto (per le materie) o indiretto (per la struttura) Ha una capacità produttiva simbolo [KL(T)] Le unità di lavoro per unità di prodotto o di tempo rappresentano il fabbisogno unitario simbolo qL

    - Le unità necessarie per un dato volume di produzione QP(T) rappresentano il fabbisogno

    complessivo simbolo QL(T)

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