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LA REGOLAMENTAZIONE DEI MERCATI E DEGLI OPERATORI ECONOMICI

By Marcus Bell,2014-04-16 11:25
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IIa. L'approccio tradizionale (Pigou). Spesso non vi sono le condizioni sono pienamente razionali e/o non sono pienamente informati delle conseguenze delle Si consideri una situazione nella quale gli azionisti di maggioranza o i

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    RAGIONI E FORME DELLA REGOLAMENTAZIONE DEI

    MERCATI E DEGLI OPERATORI ECONOMICI

    Sommario

    A. COSA SI INTENDE PER REGOLAMENTAZIONE B. PERCHE REGOLAMENTARE LATTIVITA ECONOMICA C. GLI SCOPI DELLA REGOLAMENTAZIONE

    D. TIPOLOGIE E MODALITA DELLA REGOLAMENTAZIONE

Letture :

    Shleifer A. (2005), “Understanding regulation”, European Financial

    Management, 11(4), 439-51, scaricabile da:

    http://www.economics.harvard.edu/faculty/shleifer/paper Zingales L. (2004) The costs and benefits of financial market regulation”, ECGI Law Working Paper, n 21, scaricabile da:

    http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=536682

Regolamentazione dei mercati e degli intermediari finanziari - Prima lezione

Prof. Alberto Zazzaro

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    A. COSA SI INTENDE PER REGOLAMENTAZIONE

? Impiegato in un’accezione molto ampia, il termine

    regolamentazione individua l’insieme dei vincoli (divieti e obblighi)

    e dei controlli posti allo svolgimento di attività economiche

    (scambio e produzione) da parte degli operatori (imprese e

    individui).

? Cosa distingue la regolamentazione dalla legislazione civile e

    penale?

? La regolamentazione riguarda le modalità di organizzazione

    dell’attività economica e il suo significato può essere chiarito

    facendo riferimento alle due modalità estreme di organizzare gli

    scambi e la produzione:

    ? attraverso i meccanismi ‘impersonali’ del mercato

    ? attraverso i meccanismi ‘personali’ della pianificazione

    ? La regolamentazione ? La legislazione civile

    ? direttiva ? agevolativa

    ? pubblica ? privata

    ? centralizzata ? decentralizzata Regolamentazione dei mercati e degli intermediari finanziari - Prima lezione

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    ? La regolamentazione consiste nel controllo, finalizzato e

    prolungato nel tempo, esercitato da un’agenzia pubblica o privata

    su attività che creano valore sociale (Selznick, 1985).

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    B. PERCHE REGOLAMENTARE LATTIVITA ECONOMICA

I. Il problema

? Nelle società non socialiste si assume che il benessere sociale altro

    non è che l’aggregazione del benessere dei singoli individui, che

    soli possono giudicare di ciò che, per loro stessi, è bene o male.

? Il mercato è considerato un meccanismo in grado di garantire la

    libertà (negativa) individuale e allocare in maniera efficiente le

    risorse disponibili.

    ? Il mercato svolge la funzione di coordinare l’azione dei

    singoli individui in maniera non coercitiva.

    ? Attraverso il meccanismo dei prezzi, il mercato genera in

    maniera spontanea informazioni relative alle preferenze e

    alla scarsità delle risorse; informazioni che altrimenti non

    sarebbero disponibili e che consentono un’allocazione

    efficiente delle risorse esistenti (in senso statico e in senso

    dinamico).

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    II. Le risposte

    IIa. L’approccio tradizionale (Pigou) ? Spesso non vi sono le condizioni affinché il meccanismo del

    mercato lasciato libero a se stesso sia in grado di determinare

    un’allocazione (Pareto-)ottimale delle risorse [un’allocazione nella

    quale non è possibile migliorare il benessere di un individuo senza

    peggiorare quello di qualcun altro].

    ? I? teorema dell’economia del benessere.

    Se:

    ? gli agenti hanno informazione piena sulla tecnologia e le

    azioni degli altri individui

    ? gli agenti massimizzano la propria utilità

    ? nessun agente è in grado, con la propria domanda e la

    propria offerta, di influire sui prezzi

    ? non vi sono esternalità (i costi di transazione sono contenuti,

    i diritti di proprietà sono perfettamente definiti, i mercati

    sono completi)

    ? le funzioni di preferenza e di produzione soddisfano le

    condizioni di convessità e continuità

    allora: il mercato lasciato libero a se stesso determinerà

    un’allocazione delle risorse Pareto-ottimale. Regolamentazione dei mercati e degli intermediari finanziari - Prima lezione

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    ? Le allocazioni Pareto-ottimali possono anche essere

    profondamente inique. La regolamentazione dell’attività

    economica potrebbe, quindi, essere giustificata per motivi di

    equità. Tuttavia:

? II? teorema dell’economia del benessere.

    ? Date le stesse condizioni del primo teorema del benessere:

    individuata una qualsiasi allocazione Pareto-ottimale

    considerata socialmente meritevole, il mercato lasciato libero a

    se stesso è in grado di condurre ad essa, purché la distribuzione

    iniziale delle risorse sia individuata in maniera coerente con

    l’allocazione desiderata.

? La tradizionale giustificazione che la teoria economica dà della

    regolamentazione consiste nel fatto che nella realtà quasi sempre le

    condizioni del I? e II? teorema dell’economia del benessere non

    sono soddisfatte (i mercati falliscono).

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    ? I principali fallimenti del mercato sono:

    ? Monopolio dovuto a:

    ? cause tecnologiche (naturale);

    ? a circostanze esterne o casuali;

    ? comportamenti anti-competitivi (collusione).

    Determina

    ? minori quantità e prezzi più elevati.

    ? Costi di transazione/mercati incompleti/esternalità, dovuti a:

    ? assenza di diritti di proprietà;

    ? fallimenti nel coordinamento delle azioni

    ? tutela delle generazioni future;

    Determinano:

    ? mancata disponibilità e continuità dei servizi offerti;

    ? giustizia distributiva e scarsità dei prodotti;

    ? free-riding

    ? Informazione asimmetrica e incompleta

    ? selezione avversa;

    ? azzardo morale. Regolamentazione dei mercati e degli intermediari finanziari - Prima lezione

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    IIb. L’approccio paternalistico

    ? La regolamentazione è giustificata dal fatto che gli agenti non sono

    pienamente razionali e/o non sono pienamente informati delle

    conseguenze delle loro azioni e per questa ragione possono

    effettuare scelte che vanno contro i loro interessi.

IIc. L’approccio della Public-Choice

    ? Non vi è alcuna giustificazione sociale per la regolamentazione,

    che al contrario viene introdotta solo per massimizzare i benefici

    privati di alcuni gruppi di individui, spesso dei regolati stessi

    (cattura del regolamentatore; ciclo elettorale).

    IId. L’approccio dei costi di transazione (Coase) ? In un mondo privo di costi di transazioni l’allocazione completa

    dei diritti di proprietà e la tutela della legislazione civile è

    sufficiente per garantire che il meccanismo di mercato giunga ad

    un’allocazione delle risorse socialmente ottimale.

? In presenza di costi di transazione, l’approccio tradizionale cade

    nella cosiddetta fallacia del “Nirvana” (Demsetz): tende a

    confrontare una situazione concreta (quella caratterizzata da

    esternalità) con una idealizzata (regolamentazione che rimuove

    l’esternalità)

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    ? La scelta di regolamentare i mercati andrebbe perseguita solo se i

    costi di transazione per giungere all’allocazione desiderata sono in

    questo modo minimizzati.

Esempio.

    Si consideri una situazione nella quale gli azionisti di maggioranza o i

    managers di un’azienda, falsificando i bilanci, possono creare dei

    danni (attesi) agli azionisti minoranza pari a d e si supponga che gli azionisti di maggioranza potrebbero introdurre una tecnologia anti-

    frode (certificazione dei bilanci o turnover obbligatorio dei

    certificatori) che al costo c consente di eliminare i danni attesi.

    Ovviamente, se c<d conviene, dal punto di vista sociale, introdurre la

    tecnologia anti-frode mentre non conviene farlo se c>d.

Per l’approccio tradizionale, se il diritto di scelta sull’introduzione

    della tecnologia anti-frode spetta agli azionisti di maggioranza allora

    se c<d converrebbe regolare il mercato obbligando l’impiego della

    tecnologia anti-frode, mentre se c>d la regolamentazione sarebbe

    inutile. Se, al contrario, il diritto di scelta sull’introduzione della

    tecnologia anti-frode spetta agli azionisti di minoranza allora se c>d

    converrebbe regolare il mercato vietando l’impiego della tecnologia

    anti-frode, mentre se c<d la regolamentazione sarebbe inutile.

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    Per Coase, se non vi sono costi di transazione e le parti sono libere di

    scambiarsi diritti, la regolamentazione sarebbe sempre inutile.

    Immaginiamo, infatti, di trovarci nel caso c<d e diritto di scelta in mano agli azioni di maggioranza. Gli azionisti di minoranza sono

    Ddisposti a pagare un prezzo P<(=)d per acquisire il diritto di scelta e introdurre la legislazione anti-frode, mentre gli azioni di maggioranza

    Ssarebbero disposti a cederlo per un prezzo P>(=)c. Poiché per ipotesi

    SDc<d allora P<P e vi è spazio per lo scambio.

    ? La regolamentazione è (in linea di principio) giustificata in

    presenza di:

    ? costi di (ri)contrattazione (molteplicità di agenti e dispersione

    dei benefici o dei danni; diffusione di informazioni su

    comportamenti illegittimi);

    ? asimmetrie informative tra le parti (obbligo di diffusione delle

    informazioni; controllo sulle modalità di diffusione delle

    informazioni);

    ? costi di enforcement.

? Per non cadere nella fallacia del “Nirvana” occorre però tenere

    conto dei costi di transazione (e di informazione) legati a ciascuna

    particolare forma di regolamentazione confrontarli con i costi

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