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LEGGE REGIONALE N

By Tom Dunn,2014-04-16 15:05
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LEGGE REGIONALE N

    LEGGE REGIONALE N. 34 DEL 17-12-2002

    REGIONE UMBRIA

    "Modificazioni ed integrazioni della Legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 Disciplina

    della raccolta, commercializzazione e valorizzazione dei funghi epigei spontanei freschi e

    conservati".

    Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE UMBRIA

    N. 58

    del 24 dicembre 2002

    SUPPLEMENTO STRAORDINARIO

    IL CONSIGLIO REGIONALE

    ha approvato.

    LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

    PROMULGA

    la seguente legge:

ARTICOLO 1

(Modifica dell‟art. 2)

1. Al comma 1 dell‟articolo 2 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 dopo la parola “divieti.”

    è inserito il seguente periodo: “Nelle aree naturali protette di cui alla legge regionale 3 marzo 1995,

    n. 9, la raccolta è consentita a tutti i cittadini nelle zone diverse dalla zona A „Riserva integrale‟”.

    2. Il comma 4 dell‟articolo 2 della l.r. 12/2000 è sostituito dal seguente: “4. È autorizzata la raccolta fino a tre chilogrammi complessivi di funghi, al giorno e per

    persona, salvo che tale limite sia superato da un solo esemplare o da un unico cespo di funghi

    concrescenti che superi tale peso.”.

    ARTICOLO 2

    (Integrazione dell‟art. 3)

1. All‟articolo 3 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 è aggiunto il seguente comma:

“1 bis. La esenzione dagli obblighi di cui al comma 1 è estesa agli utenti dei beni di uso civico e

    di proprietà collettive, nonché ai soci di cooperative agricolo-forestali, limitatamente alla raccolta di

    funghi nel fondo dell'ente o della cooperativa di appartenenza.”. ARTICOLO 3

    (Sostituzione dell‟art. 4)

1. L‟articolo 4 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 è così sostituito:

“Art. 4. (Autorizzazioni per particolari categorie di raccoglitori)

1. I residenti nella regione il cui reddito complessivo non supera undicimila euro annui, per i

    quali la raccolta dei funghi in quantità superiore a tre chilogrammi giornalieri costituisce comunque

    integrazione del reddito, possono essere autorizzati a raccogliere funghi fino ad un massimo di

    dieci chilogrammi al giorno.

2. L‟autorizzazione di cui al comma 1, nominativa e a titolo gratuito, è rilasciata dalla

    comunità montana competente per territorio o dal comune di residenza, nel caso in cui il comune

    non faccia parte di alcuna comunità montana, previa verifica del possesso da parte del richiedente

    delle autorizzazioni previste per la commercializzazioni dei funghi.

3. L‟autorizzazione di cui al comma 1 ha durata annuale e può essere rinnovata.

4. Il limite di reddito di cui al comma 1 può essere aggiornato ogni due anni dalla Giunta

    regionale con riferimento all‟andamento del costo della vita.

5. La Regione, per comprovati scopi scientifici e di studio, nonché per finalità didattico -

    divulgative, può rilasciare speciali autorizzazioni nominative per la raccolta dei funghi, in deroga

    alla presente legge a:

a) docenti universitari e di scuole di ogni ordine e grado di materie attinenti alla micologia;

    b) micologi iscritti nell‟elenco nazionale;

c) dipendenti di enti pubblici, per compiti istituzionali legati ad attività micologiche, su richiesta

    degli enti stessi;

d) rappresentanti a qualsiasi titolo di associazioni micologiche legalmente costituite, su richiesta dei

    presidenti delle associazioni medesime. Qualora la richiesta riguardi la preparazione di mostre,

    seminari ed altre manifestazioni di particolare interesse micologico e naturalistico, l‟autorizzazione

    è limitata alla durata delle manifestazioni programmate e ai giorni immediatamente precedenti ed è

    rilasciata al presidente, che può delegare la raccolta ad iscritti all‟associazione.

6. Le autorizzazioni di cui al comma 5 hanno validità annuale su tutto il territorio regionale,

    ad esclusione dei parchi naturali, per i quali l‟autorizzazione è rilasciata dall‟ente di gestione. Le

    autorizzazioni rilasciate a titolo gratuito e rinnovabili sono immediatamente revocate in caso di

    violazione delle norme che ne disciplinano l‟impiego.

7. Alla scadenza dell‟anno di validità, i titolari dell‟autorizzazione di cui al comma 5

    presentano alla Regione una relazione illustrativa dell‟attività svolta e sugli eventuali risultati

    conseguiti. Il mancato adempimento costituisce motivo di diniego al rinnovo dell‟autorizzazione.”

ARTICOLO 4

    (Modifiche dell‟art.5)

1. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 è sostituito dal

    seguente:

“1. I cittadini non residenti in Umbria, esclusi i residenti all‟estero iscritti nelle liste elettorali

    di un qualsiasi comune della regione, devono essere autorizzati, nel rispetto delle norme dettate

dalla presente legge, alla raccolta di funghi dalle comunità montane o dai comuni non facenti parte

    di alcuna comunità montana. L‟autorizzazione rilasciata da uno qualsiasi degli enti predetti è valida

    per tutto il territorio regionale.”.

2. Il comma 2 dell'articolo 5 della l.r. 12/2000 è sostituito dal seguente:

“2. L‟autorizzazione ai non residenti in Umbria ha validità annuale ed è rilasciata previo

    versamento di cinquanta euro all‟ente presso il quale è presentata la domanda, a titolo di contributo

    per le spese sostenute nell‟esercizio delle funzioni amministrative di cui alla presente legge. L‟importo può essere aggiornato dalla Giunta regionale con riferimento all‟andamento del costo

    della vita e agli oneri connessi all‟esercizio delle funzioni.”.

    ARTICOLO 5

    (Modifiche dell‟art.6)

1. Il comma 3 dell‟articolo 6 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 è sostituito dal

    seguente:

“3. È vietato raccogliere, commercializzare e somministrare funghi con diametro del cappello

    inferiore a quattro centimetri, fatta eccezione per le specie sottoelencate:

a) Agrocybe aegerita (Brig.) Fayod (Famigliola di pioppo, Fungo di pioppo, Fungo d‟oppio,

    Piopparello, Pioppino);

b) Armillaria mellea (Vahl:Fr.) Kummer (Chiodino, Famigliola, Fungo di ceppo);

c) Armillaria tabescens (Scop.)Emeland (Famigliola, Famigliola di cerro);

d) Cantharellus Adans. ex Fries tutte le specie (Catello, Maggiolino, Gaitello, Galletto,

    Gallinaccio, Galluzzo, Gavetello, Giallino, Pizzagiallo, Pizzarello);

e) Craterellus cornucopioides (L.:Fr.)Pers. (Trombetta dei morti);

f) Hydnum repandum L.:Fr. (Carpignolo, Carpinello, Lingua di bove, Spinarello, Spinello,

    Spinerolo, Spinetta, Steccherino);

g) Hydnum rufescens Sch.:Fr. (Carpignolo, Carpinello, Lingua di bove, Spinarello, Spinello,

    Spinerolo, Spinetta, Steccherino);

h) Marasmius oreades (Bolt.:Fr.)Fr. (Chiodino, Gambesecche);

i) Tricholoma - Sezione Atrosquamosa Kühner emend. Bon, tutte le specie (Bavetta, Bigella,

    Bigetta, Fratino, Moretta).”.

2. Dopo il comma 3 dell‟articolo 6 della l.r. 12/2000 è aggiunto il seguente comma:

“3 bis. La Giunta regionale, con proprio atto, qualora ne ravvisi la necessità,

    può modificare l'elenco di cui al comma 3.”.

ARTICOLO 6

    (Sostituzione dell‟art.14)

    1. L‟articolo 14 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 è così sostituito:

“Art. 14 (Sanzioni amministrative)

    1. I trasgressori delle disposizioni di cui alla presente legge sono puniti con l‟applicazione di

    sanzioni amministrative, pecuniarie e accessorie, irrogate dalla autorità amministrativa competente,

    nel rispetto delle procedure di cui alla legislazione nazionale e regionale vigente. Per le violazioni

    alle disposizioni non comprese nel Titolo secondo sono competenti alla irrogazione delle sanzioni le

    comunità montane ed i comuni non facenti parte di alcuna comunità montana nel cui territorio è

    stato commesso l‟illecito.

2. Le sanzioni amministrative pecuniarie sono inflitte con riferimento alle fattispecie e ai limiti

    minimi e massimi di seguito indicati:

a) raccolta di funghi spontanei senza valido documento di identità, di cui al comma 1 dell‟art. 2;

    raccolta da parte di minori di anni quattordici non accompagnati, di cui al comma 2 dell‟art. 2: da

    euro 52,00 a euro 156,00, in caso di recidiva per le medesime violazioni la sanzione è fissata da

    euro 104,00 a euro 312,00; raccolta senza autorizzazione, di cui al comma 1 dell‟art. 5: da euro

    155,00 a euro 465,00, in caso di recidiva per la medesima violazione la sanzione è fissata da euro

    207,00 a euro 621,00;

b) raccolta al di fuori dell‟orario consentito, di cui al comma 3 dell‟art. 2: da euro 26,00 a euro

    78,00;

c) violazione della prescrizione di cui al comma 4 dell‟art. 2, riguardante il rispetto dei limiti di

    peso: da euro 26,00 a euro 78,00 fino a Kg. 5; oltre Kg. 5 per ogni Kg. la sanzione è maggiorata di

    euro 26,00;

d) raccolta che altera le caratteristiche morfologiche dei funghi e mancata pulitura sommaria sul

    posto di raccolta, di cui al comma 5 dell‟art. 2: da euro 26,00 a euro 78,00;

    e) violazione della prescrizione di cui al comma 6 dell‟art. 2, riguardante l‟uso di contenitori non idonei: da euro 26,00 a euro 78,00;

f) violazione della prescrizione di cui al comma 1 dell‟art. 4, riguardante il rispetto del limite di

    peso di 10 Kg: da euro 26,00 a euro 78,00 fino a Kg. 12; oltre Kg. 12 per ogni Kg. la sanzione è

    maggiorata di euro 26,00;

g) realizzazione di riserve a pagamento, di cui al comma 1 dell‟art. 6: da euro 516,00 a euro

    2.580,00;

h) raccolta di funghi appartenenti al genere Amanita allo stadio di ovolo chiuso, di cui al comma 2

    dell‟art. 6, da euro 52,00 a euro 156,00;

i) violazione della prescrizione di cui al comma 3 dell‟art. 6 riguardante la raccolta di esemplari con

    dimensioni del cappello al di sotto di quelle consentite: da euro 26,00 a euro 78,00. La sanzione

    amministrativa è maggiorata di euro 3,00 per ogni esemplare raccolto eccedente il numero di cinque;

l) violazione della prescrizione di cui al comma 4 dell‟art. 6, riguardante l‟uso di rastrelli o attrezzi

    similari ecc.: da euro 155,00 a euro 465,00;

m) danneggiamento e distruzione volontaria dei carpofori fungini di qualsiasi specie di cui al

    comma 5 dell‟art. 6: da euro 26,00 a euro 78,00;

n) violazione delle prescrizioni di cui al comma 6 dell‟art. 6, riguardante la raccolta di funghi nei

    rimboschimenti: da euro 26,00 a euro 78,00;

o) violazione della prescrizione di cui all‟art. 6 della legge 23 agosto 1993, n. 352 riguardante la

    raccolta di funghi in aree vietate: da euro 103,00 a euro 309,00;

    p) violazione della prescrizione di cui all‟art. 6 della legge 23 agosto 1993, n. 352, riguardante la raccolta di funghi nei giardini privati ecc.: da euro 26,00 a euro 78,00;

q) violazione della prescrizione di cui all‟articolo 7, riguardante la raccolta di funghi epigei

    spontanei all‟interno delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agrituristico-venatorie, nei giorni in cui è consentita l‟attività venatoria: da euro 26,00 a euro 78,00;

r) violazione della prescrizione di cui all‟art. 8, riguardante la raccolta di funghi in aree

    temporaneamente interdette: da euro 103,00 a euro 309,00.

3. Le violazioni di cui al comma 2, dalla lettera a) alla lettera r), comportano la confisca dei funghi

    raccolti, degli attrezzi e dei contenitori non consentiti , nonché la revoca dell‟autorizzazione di cui

    al comma 1 dell‟articolo 5. Nel caso delle violazioni previste alla lettera c) ed alla lettera f) comma

    2, la confisca è riferita alla quantità in eccedenza rispetto ai limiti consentiti. Nell‟ipotesi di cui alla

    violazione prevista al comma 2, lettera i), la confisca è limitata ai funghi con dimensione inferiore

    alla misura consentita. L‟autorità amministrativa competente dispone la distruzione dei funghi

    confiscati, il cui peso totale giornaliero non supera i tre chilogrammi. Per quantitativi maggiori di

    tre chilogrammi, i funghi confiscati, previo controllo sanitario eseguito dall‟ispettorato micologico

    dell‟azienda sanitaria locale competente per territorio, sono consegnati dalla comunità montana

    competente o dal comune non facente parte di alcuna comunità montana, ad enti o istituti di

    beneficenza. La comunità montana o il comune competente, gli organi di vigilanza di cui

    all‟articolo 13 e gli ispettorati micologici delle ASL provvedono tempestivamente ai rispettivi

    adempimenti e adottano le opportune forme di collaborazione per la custodia ed il trasporto dei

    funghi. I funghi riconosciuti non idonei al consumo sono destinati alla distruzione a cura della ASL

    che ha eseguito il controllo.

4. Le violazioni delle norme di cui al Titolo II della presente legge, comportano l‟applicazione, da

    parte della competente autorità amministrativa, della sanzione amministrativa da euro 258,00 a euro

    1.032,00 e la confisca dei funghi. Tale sanzione si applica anche nel caso di violazione del divieto

    di cui al comma 3 dell‟art. 6 relativamente alla commercializzazione e alla somministrazione.

    5. La violazione della norma di cui all‟art. 9 comporta la confisca del prodotto privo di certificazione e di avvenuto controllo.

    6. È fatta salva l‟applicazione delle vigenti norme penali qualora le violazioni delle disposizioni contenute nel presente Titolo costituiscano reato.”

ARTICOLO 7

    (Soppressione della tabella A)

    1. La tabella “A” allegata alla legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 è soppressa.

Note:

    LAVORI PREPARATORI

Disegno di legge:

di iniziativa della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore Bocci, deliberazione n. 1356 del

    9 ottobre 2002, atto consiliare n. 1395 (VIIa Legislatura).

Assegnato per il parere alla IIa Commissione consiliare permanente “Attività economiche

    Assetto ed utilizzazione del territorio Ambiente e infrastrutture Formazione professionale” il

    14 ottobre 2002.

Testo licenziato dalla IIa Commissione consiliare permanente il 14 novembre 2002, con parere e

    relazione illustrata oralmente dal Consigliere Baiardini (Atto n. 1395/BIS).

Esaminato ed approvato dal Consiglio regionale, con emendamenti, nella seduta del 9 dicembre

    2002, deliberazione n. 256.

AVVERTENZA Il testo della legge viene pubblicato con l’aggiunta delle note redatte dalla

    Segreteria generale della Presidenza della Giunta regionale (Servizio Segreteria della Giunta

    regionale Sezione Promulgazione leggi ed emanazione regolamenti e decreti), ai sensi dell’art. 8,

    commi 1, 3 e 4 della legge regionale 20 dicembre 2000, n.39, al solo scopo di facilitare la lettura

    delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e

    l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

NOTE (AL TESTO DELLA LEGGE)

Nota al titolo della legge:

     La legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12, recante “Disciplina della raccolta, commercializzazione e valorizzazione dei funghi epigei spontanei freschi e conservati”, è

    pubblicata nel B.U.R. 25 febbraio 2000, n. 9.

    Nota all’art. 1, comma 1, alinea e parte novellistica:

     Il testo vigente dell’art. 2 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 (si veda la nota al titolo della legge), così come modificato dalla presente legge, è il seguente:

"Art. 2

    (Raccolta)

1. La raccolta dei funghi epigei spontanei è consentita ai cittadini residenti nella Regione, purché

    in possesso di un documento di identità valido, nei boschi e nei terreni non coltivati esenti da divieti.

    Nelle aree naturali protette di cui alla legge regionale 3 marzo 1995, n. 9, la raccolta è consentita

    a tutti i cittadini nelle zone diverse dalla zona A ’Riserva integrale’. I titolari di diritti

personali o reali di godimento sui fondi praticano la raccolta negli stessi, senza limitazioni di

    quantità e, se non residenti nella regione, senza autorizzazione.

2. I minori di quattordici anni possono raccogliere funghi purché accompagnati da persona adulta.

3. La raccolta dei funghi non è consentita durante le ore notturne e, comunque, dalle ore 17 alle

    ore 7 nei mesi di dicembre e gennaio, dalle ore 18 alle ore 7 nei mesi di ottobre, novembre e

    febbraio, dalle ore 20 alle ore 6 per gli altri periodi dell'anno.

4. È autorizzata la raccolta fino a tre chilogrammi complessivi di funghi, al giorno e per persona,

    salvo che tale limite sia superato da un solo esemplare o da un unico cespo di funghi concrescenti

    che superi tale peso.

5. Gli esemplari devono essere raccolti in modo tale da conservare intatte tutte le caratteristiche

    morfologiche, che consentano la sicura determinazione della specie, e vanno puliti sommariamente

    nel luogo di raccolta.

6. I funghi raccolti devono essere riposti e trasportati, nella quantità prevista al comma 4, in

    contenitori rigidi ed aereati realizzati con fibre naturali intrecciate, onde consentire la diffusione

    delle spore. E' vietato in ogni caso l'uso di contenitori di plastica".

     La legge regionale 3 marzo 1995, n. 9, recante “Tutela dell’ambiente e nuove norme in materia di Aree naturali protette in adeguamento alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 e alla legge 8 giugno

    1990, n. 142”, è pubblicata nel S.O. n. 1 al B.U.R. 15 marzo 1995, n. 13.

    Nota all’art. 2, comma 1, a linea:

Il testo vigente dell’art. 3 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 (si veda la nota al titolo

    della legge), così come modificato dalla presente legge, è il seguente:

"Art. 3

    (Proprietari e conduttori di fondi)

1. I proprietari o i conduttori a qualsiasi titolo di un fondo non sono soggetti agli obblighi di cui

    all'art. 2, comma 1, limitatamente alla raccolta di funghi nei fondi di loro proprietà o, comunque,

    da essi condotti.

    1bis. L’esenzione dagli obblighi di cui al comma 1 è estesa agli utenti dei beni di uso civico e di proprietà collettive, nonché ai soci di cooperative agricolo-forestali, limitatamente alla raccolta

    di funghi nel fondo dell’ente o della cooperativa di appartenenza".

    Nota all’art. 4, commi 1 e 2, a linea:

Il testo vigente dell’art. 5 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 (si veda la nota al titolo

    della legge), così come modificato dalla presente legge, è il seguente:

"Art. 5

    (Autorizzazione a cittadini non residenti in Umbria)

1. I cittadini non residenti in Umbria, esclusi i residenti all’estero iscritti nelle liste elettorali di un

    qualsiasi comune della regione, devono essere autorizzati, nel rispetto delle norme dettate dalla

presente legge, alla raccolta di funghi dalle comunità montane o dai comuni non facenti parte di

    alcuna comunità montana. L’autorizzazione rilasciata da uno qualsiasi degli enti predetti è

    valida per tutto il territorio regionale.

2. L’autorizzazione ai non residenti in Umbria ha validità annuale ed è rilasciata previo

    versamento di cinquanta euro all’ente presso il quale è presentata la domanda, a titolo di

    contributo per le spese sostenute nell’esercizio delle funzioni amministrative di cui alla presente legge. L’importo può essere aggiornato dalla Giunta regionale con riferimento all’andamento del

    costo della vita e agli oneri connessi all’esercizio delle funzioni.

    3. L’autorizzazione è revocata dallo stesso organo che l’ha rilasciata in caso di accertata irregolarità".

Nota all’art. 5, commi 1 e 2, alinea:

     Il testo vigente dell’art. 6 della legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12 (si veda la nota al titolo della legge), così come modificato dalla presente legge, è il seguente:

"Art. 6

    (Divieti)

    1. Fatti salvi i divieti di cui all’art. 6 della legge 23 agosto 1993, n. 352 in tutto il territorio regionale non è consentita la istituzione di riserve a pagamento per la raccolta dei funghi epigei

    spontanei.

2. È altresì vietata, per ragioni di carattere ecologico e sanitario, la raccolta e la

    commercializzazione di esemplari del genere Amanita allo stato di ovolo chiuso. La raccolta è

    consentita quando l’ovolo presenta una lacerazione naturale e spontanea del velo generale che ne

    permetta l’identificazione.

3. È vietato raccogliere, commercializzare e somministrare funghi con diametro del cappello

    inferiore a quattro centimetri, fatta eccezione per le specie sottoelencate.

a) Agrocybe aegerita (Brig.) Fayod (Famigliola di pioppo, Fungo di pioppo, Fungo d’oppio,

    Piopparello, Pioppino);

b) Armillaria mellea (Vahl:Fr.) Kummer (Chiodino, Famigliola, Fungo di ceppo);

c) Armillaria tabescens (Scop.)Emeland (Famigliola, Famigliola di cerro);

d) Cantharellus Adans. ex Fries tutte le specie (Catello, Maggiolino, Gaitello, Galletto,

    Gallinaccio, Galluzzo, Gavetello, Giallino, Pizzagiallo, Pizzarello);

e) Craterellus cornucopioides (L.:Fr.)Pers. (Trombetta dei morti);

f) Hydnum repandum L.:Fr. (Carpignolo, Carpinello, Lingua di bove, Spinarello, Spinello,

    Spinerolo, Spinetta, Steccherino);

g) Hydnum rufescens Sch.:Fr. (Carpignolo, Carpinello, Lingua di bove, Spinarello, Spinello,

    Spinerolo, Spinetta, Steccherino);

h) Marasmius oreades (Bolt.:Fr.)Fr. (Chiodino, Gambesecche);

    i) Tricholoma - Sezione Atrosquamosa Kühner emend. Bon, tutte le specie (Bavetta, Bigella, Bigetta, Fratino, Moretta).

    3bis. La Giunta regionale, con proprio atto, qualora ne ravvisi la necessità, può modificare l’elenco di cui al comma 3.

    4. Nella raccolta dei funghi epigei spontanei è vietato usare rastrelli, uncini o altri mezzi che possano danneggiare lo strato umifero del terreno, il micelio fungino e l'apparato radicale superficiale della vegetazione. E' vietata inoltre la raccolta e l'asportazione, anche a fini di commercio, della cotica superficiale del terreno, salvo che per le opere di regolamentazione delle acque, per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e dei passaggi e per le pratiche colturali, fermo restando comunque l'obbligo dell'integrale ripristino anche naturalistico dello stato dei luoghi.

    5. È vietato il danneggiamento e la distruzione volontaria dei carpofori fungini di qualsiasi specie.

    6. La raccolta dei funghi è vietata nei rimboschimenti dove le piante non hanno raggiunto i due metri di altezza".

Nota all’art.6, parte novellistica:

Si riporta il testo dell’art. 6 della legge 23 agosto 1993, n. 352, recante “Norme quadro in

    materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati” (pubblicata nella

    G.U. 13 settembre 1993, n. 215):

"Art. 6.

    1. La raccolta dei funghi epigei è vietata, salva diversa disposizione dei competenti organismi di gestione:

a) nelle riserve naturali integrali;

    b) nelle aree ricadenti in parchi nazionali, in riserve naturali e in parchi naturali regionali, individuate dai relativi organismi di gestione;

    c) nelle aree specificamente interdette dall'autorità forestale competente per motivi silvocolturali;

    d) in altre aree di particolare valore naturalistico e scientifico, individuate dagli organi regionali e locali competenti.

    2. La raccolta è altresì vietata nei giardini e nei terreni di pertinenza degli immobili ad uso abitativo adiacenti agli immobili medesimi, salvo che ai proprietari".

Nota all’art. 7, comma unico:

     Per la legge regionale 21 febbraio 2000, n. 12, si veda la nota al titolo della legge.

    Formula Finale: La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione

    dell‟Umbria.

Data a Perugia, addì 17 dicembre 2002

LORENZETTI

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