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Direttiva 200418CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del

By Marion Sims,2014-04-16 14:09
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La decisione relativa a un'aggiudicazione separata o congiunta dell'appalto in due allegati II A e II B, a seconda del regime cui sono assoggettati. durata o di introdurre azioni di formazione per i disoccupati o i giovani,

Direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al

    coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture

    e di servizi

    Gazzetta ufficiale n. L 134 del 30/04/2004

Visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 47, paragrafo 2, e gli

    articoli 55 e 95, vista la proposta della Commissione(1),

    visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

    visto il parere del Comitato delle regioni(3),deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(4), visto il progetto comune approvato il 9 dicembre 2003 dal comitato di conciliazione,

    considerando quanto segue: (1) In occasione di nuove modificazioni alle direttive 92/50/CEE del Consiglio del 18 giugno 1992

    che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi(5), 93/36/CEE del

    Consiglio del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di

    forniture(6) e 93/37/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di

    aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori(7), necessarie per rispondere alle esigenze di

    semplificazione e di modernizzazione formulate sia dalle amministrazioni aggiudicatrici che dagli

    operatori economici nel contesto delle risposte al Libro verde adottato dalla Commissione il 27

    novembre 1996, è opportuno, per motivi di chiarezza, procedere alla loro rifusione in un unico testo.

    La presente direttiva si basa sulla giurisprudenza della Corte di giustizia, in particolare sulla

    giurisprudenza relativa ai criteri di aggiudicazione, che chiarisce le possibilità per le

    amministrazioni aggiudicatrici di soddisfare le esigenze del pubblico interessato, tra l'altro in

    materia ambientale e sociale, purché tali criteri siano collegati all'oggetto dell'appalto, non

    conferiscano all'amministrazione aggiudicatrice una libertà incondizionata di scelta, siano

    espressamente menzionati e rispettino i principi fondamentali di cui al considerando 2.

    (2) L'aggiudicazione degli appalti negli Stati membri per conto dello Stato, degli enti pubblici

    territoriali e di altri organismi di diritto pubblico è subordinata al rispetto dei principi del trattato ed

    in particolare ai principi della libera circolazione delle merci, della libertà di stabilimento e della

    libera prestazione dei servizi, nonché ai principi che ne derivano, quali i principi di parità di

    trattamento, di non discriminazione, di riconoscimento reciproco, di proporzionalità e di trasparenza.

    Tuttavia, per gli appalti pubblici con valore superiore ad una certa soglia è opportuno elaborare

    disposizioni di coordinamento comunitario delle procedure nazionali di aggiudicazione di tali

    appalti fondate su tali principi, in modo da garantirne gli effetti ed assicurare l'apertura degli appalti

    pubblici alla concorrenza. Di conseguenza, tali disposizioni di coordinamento dovrebbero essere

    interpretate conformemente alle norme e ai principi citati, nonché alle altre disposizioni del trattato.

    (3) Tali disposizioni di coordinamento dovrebbero rispettare, nella misura del possibile, le

    procedure e le prassi in vigore in ciascuno Stato membro. (4) Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché la partecipazione di un offerente che è un

    organismo di diritto pubblico a una procedura di aggiudicazione di appalto pubblico non causi

    distorsioni della concorrenza nei confronti di offerenti privati. (5) Conformemente all'articolo 6 del trattato, le esigenze connesse con la tutela dell'ambiente sono

    integrate nella definizione e nell'attuazione delle politiche e azioni comunitarie di cui all'articolo 3

    del trattato, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile. La presente

    direttiva chiarisce dunque in che modo le amministrazioni aggiudicatrici possono contribuire alla

    tutela dell'ambiente e alla promozione dello sviluppo sostenibile garantendo loro al tempo stesso di

    poter ottenere per i loro appalti il miglior rapporto qualità/prezzo. (6) Nessuna disposizione della presente direttiva dovrebbe vietare di imporre o di applicare misure

    necessarie alla tutela dell'ordine, della moralità e della sicurezza pubblici, della salute, della vita

    umana e animale o alla preservazione dei vegetali, in particolare nell'ottica dello sviluppo

    sostenibile, a condizione che dette misure siano conformi al trattato. (7) La decisione 94/800/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativa alla conclusione a nome

    della Comunità europea, per le materie di sua competenza, degli accordi dei negoziati multilaterali

    dell'Uruguay Round (1986-1994)(8) ha approvato in particolare l'accordo sugli appalti pubblici, di

    seguito denominato "l'Accordo", al fine di istituire un quadro multilaterale equilibrato di diritti e

    doveri in materia di appalti pubblici per liberalizzare ed espandere il commercio mondiale.

    Alla luce dei diritti e degli impegni internazionali che la Comunità si assume accettando l'Accordo,

    il regime applicabile agli offerenti e ai prodotti dei paesi terzi firmatari è quello definito

    dall'Accordo. Quest'ultimo non ha effetti diretti. È perciò opportuno che le amministrazioni

    aggiudicatrici contemplate dall'Accordo, che si conformano alla presente direttiva ed applicano le

    stesse disposizioni agli operatori economici dei paesi terzi firmatari dell'accordo, rispettino così

    l'Accordo. È inoltre opportuno che tali disposizioni di coordinamento garantiscano agli operatori

    economici della Comunità condizioni di partecipazione agli appalti pubblici altrettanto favorevoli di

    quelle di cui godono gli operatori economici dei paesi terzi firmatari dell'Accordo.

    (8) Prima dell'avvio di una procedura di aggiudicazione di un appalto, le amministrazioni

    aggiudicatrici possono, avvalendosi di un "dialogo tecnico", sollecitare o accettare consulenze che

    possono essere utilizzate nella preparazione del capitolato d'oneri a condizione che tali consulenze

    non abbiano l'effetto di ostacolare la concorrenza.

    (9) Vista la diversità che presentano gli appalti pubblici di lavori, è opportuno che le

    amministrazioni aggiudicatrici possano prevedere sia l'aggiudicazione separata che l'aggiudicazione

congiunta di appalti per l'esecuzione e la progettazione dei lavori. La presente direttiva non è intesa

    a prescrivere un'aggiudicazione separata o congiunta. La decisione relativa a un'aggiudicazione separata o congiunta dell'appalto deve fondarsi su criteri qualitativi ed economici che possono

    essere definiti dalle legislazioni nazionali.

    (10) Un appalto pubblico è considerato appalto pubblico di lavori solo se il suo oggetto riguarda specificamente l'esecuzione delle attività di cui all'allegato I, anche se l'appalto può riguardare la

    fornitura di altri servizi necessari per l'esecuzione delle suddette attività. Gli appalti pubblici di

    servizi, anche nel settore dei servizi di gestione immobiliare, possono in talune circostanze

    comprendere dei lavori. Tuttavia, se tali lavori sono accessori rispetto all'oggetto principale

    dell'appalto, e costituiscono quindi solo una conseguenza eventuale o un complemento del medesimo, il fatto che detti lavori facciano parte dell'appalto non può giustificare la qualifica di

    appalto pubblico di lavori per l'appalto in questione.

    (11) Occorre prevedere una definizione comunitaria degli accordi quadro nonché delle norme

    specifiche per gli accordi quadro conclusi in relazione ad appalti che rientrano nel campo

    d'applicazione della presente direttiva. Ai sensi di dette disposizioni un'amministrazione aggiudicatrice, quando conclude, conformemente alle disposizioni della presente direttiva, un accordo quadro riguardante, tra l'altro, la pubblicità, i termini e le condizioni di presentazione delle

    offerte, può concludere, nel periodo di durata dell'accordo quadro, contratti basati su tale accordo

    quadro sia applicando le condizioni stabilite nell'accordo quadro stesso oppure, se tutte le

    condizioni non sono state stabilite in anticipo nell'accordo quadro, riaprendo il confronto competitivo tra le parti all'accordo quadro sulle condizioni non stabilite. Il rilancio del confronto competitivo dovrebbe rispettare alcune regole il cui obiettivo è quello di garantire la flessibilità

    richiesta nonché l'osservanza dei principi generali, ivi compreso il principio della parità di trattamento. Per tale ragione la durata massima degli accordi quadro dovrebbe essere limitata e non

    dovrebbe poter superare quattro anni, tranne in casi debitamente giustificati dalle amministrazioni

    aggiudicatrici.

    (12) Alcune nuove tecniche di acquisto elettronico sono in costante sviluppo. Tali tecniche consentono un aumento della concorrenza e dell'efficacia della commessa pubblica, in particolare

    grazie al risparmio di tempo e di danaro derivante dal loro utilizzo. Le amministrazioni aggiudicatrici possono far uso delle tecniche di acquisto elettronico, purché il loro utilizzo avvenga

    nel rispetto delle norme stabilite dalla presente direttiva e dei principi di parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza. In tale misura, la presentazione di un'offerta da parte di un offerente, in particolare in caso di rilancio del confronto competitivo per l'applicazione di un accordo quadro o di attuazione di un sistema dinamico di acquisizione, può assumere la forma del

    catalogo elettronico di detto offerente, a condizione che quest'ultimo utilizzi i mezzi di

    comunicazione scelti dall'amministrazione aggiudicatrice, conformemente all'articolo 42. (13) Tenuto conto della rapida espansione dei sistemi di acquisto elettronici, occorre prevedere fin

    d'ora norme adeguate per consentire alle amministrazioni aggiudicatrici di trarre pienamente profitto dalle possibilità offerte da detti sistemi. In questa prospettiva occorre definire un sistema

    dinamico di acquisizione interamente elettronico per acquisti di uso corrente e fissare norme specifiche riguardanti l'istituzione e il funzionamento di un siffatto sistema onde garantire l'equo trattamento degli operatori economici che desiderassero farne parte. Qualsiasi operatore economico

    dovrebbe poter partecipare a detto sistema non appena presenta un'offerta indicativa conforme al capitolato d'oneri e che soddisfa i criteri di selezione. Questa tecnica di acquisizione consente alle

    amministrazioni aggiudicatrici di disporre, grazie alla creazione di un elenco di offerenti già ammessi e alla possibilità offerta a nuovi offerenti di aderirvi, di un ventaglio particolarmente ampio di offerte grazie ai mezzi elettronici utilizzati e, quindi, di assicurare un'utilizzazione ottimale

    delle finanze pubbliche mediante un'ampia concorrenza.

    (14) Poiché l'uso della tecnica delle aste elettroniche è destinato a diffondersi, occorre introdurre una definizione comunitaria di dette aste e regolamentarle mediante norme specifiche per garantire

    che si svolgano nel pieno rispetto dei principi di parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza. A tal fine occorre prevedere che le aste elettroniche riguardino soltanto appalti di lavori,

    forniture e servizi le cui specifiche possono essere definite in modo preciso. Ciò può avvenire in particolare nel caso di appalti di forniture, lavori e servizi ricorrenti. Allo stesso fine è necessario

    altresì prevedere che la classificazione degli offerenti possa essere stabilita in ogni momento dell'asta elettronica. Il ricorso alle aste elettroniche consente alle amministrazioni aggiudicatrici di

    chiedere agli offerenti di presentare nuovi prezzi modificati al ribasso e, quando l'appalto è attribuito all'offerta economicamente più vantaggiosa, anche di migliorare elementi diversi dal

    prezzo. Per garantire il rispetto del principio di trasparenza possono essere oggetto di asta elettronica solo gli elementi che possono essere soggetti ad una valutazione automatica a mezzo elettronico, senza intervento e/o valutazione da parte dell'amministrazione aggiudicatrice, ossia solo

    gli elementi quantificabili in modo tale da poter essere espressi in cifre o percentuali. Al contrario, gli aspetti delle offerte che implicano una valutazione di elementi non quantificabili non dovrebbero

    essere oggetto di aste elettroniche. Di conseguenza taluni appalti di servizi e di lavori che hanno per

    oggetto prestazioni intellettuali, quali la progettazione di lavori, non dovrebbero essere oggetto di

    aste elettroniche.

    (15) In alcuni Stati si sono sviluppate tecniche di centralizzazione delle committenze. Diverse amministrazioni aggiudicatrici sono incaricate di procedere ad acquisti o di aggiudicare appalti

    pubblici/stipulare accordi quadro destinati ad altre amministrazioni aggiudicatrici. Tali tecniche consentono, dato il volume degli acquisti, un aumento della concorrenza e dell'efficacia della

    commessa pubblica. Occorre pertanto prevedere una definizione comunitaria di centrale di committenza destinata alle amministrazioni aggiudicatrici. Occorre altresì fissare le condizioni in

    base alle quali, nel rispetto dei principi di non discriminazione e di parità di trattamento, le amministrazioni aggiudicatrici che acquistano lavori, forniture e/o servizi facendo ricorso ad una centrale di committenza possono essere considerate come aventi rispettato le disposizioni della

    presente direttiva.

    (16) Al fine di tener conto delle diversità esistenti negli Stati membri, occorre lasciare a questi ultimi la facoltà di prevedere la possibilità per le amministrazioni aggiudicatrici di ricorrere ad accordi quadro, a centrali di committenza, ai sistemi dinamici di acquisizione ad aste elettroniche e

    al dialogo competitivo, quali sono definiti e disciplinati dalla presente direttiva.

    (17) L'esistenza di una pluralità di soglie di applicazione delle disposizioni di coordinamento genera

    complicazioni per le amministrazioni aggiudicatrici. Inoltre, in considerazione dell'unione monetaria, è appropriato fissare soglie espresse in euro. Appare pertanto opportuno fissare le soglie

    in euro in modo da semplificare l'applicazione di tali disposizioni, pur garantendo il rispetto delle soglie espresse in diritti speciali di prelievo previste dall'accordo. In quest'ottica è altresì opportuno

    prevedere una revisione periodica delle soglie espresse in euro allo scopo di adeguarle, se necessario, in funzione delle eventuali variazioni del valore dell'euro rispetto ai diritti speciali di

    prelievo.

    (18) Per l'applicazione delle disposizioni previste dalla presente direttiva e ai fini della sorveglianza,

    il metodo migliore per definire il settore dei servizi è quello di suddividere tali servizi in categorie corrispondenti a talune voci di una nomenclatura comune e di riunirli in due allegati II A e II B, a seconda del regime cui sono assoggettati. Per quanto riguarda i servizi di cui all'allegato II B, le

    disposizioni della presente direttiva dovrebbero far salva l'applicazione di norme comunitarie

    specifiche per i servizi in questione.

    (19) Per quanto concerne gli appalti pubblici di servizi, l'applicazione integrale della presente direttiva dovrebbe essere limitata, per un periodo transitorio, agli appalti per i quali le disposizioni della direttiva stessa consentiranno il pieno sfruttamento del potenziale di crescita degli scambi con

    l'estero. Gli appalti degli altri servizi dovrebbero essere sottoposti a osservazione durante tale periodo transitorio prima che una decisione venga presa su una piena applicazione della presente direttiva. A questo proposito è opportuno definire le modalità di tale osservazione. Tali modalità devono nel contempo consentire agli interessati di avere accesso alle informazioni in materia.

    (20) Gli appalti pubblici aggiudicati dalle amministrazioni aggiudicatrici operanti nei settori

dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali che rientrano nell'ambito di tali attività

    sono disciplinati dalla direttiva 2004/17/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 31 marzo

    2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che

    forniscono servizi di trasporto e dei servizi postali(9). Tuttavia gli appalti pubblici aggiudicati dalle

    amministrazioni aggiudicatrici nel quadro delle loro attività di prestazione di servizi di trasporto

    marittimi, costieri o fluviali devono rientrare nel campo di applicazione della presente direttiva.

    (21) In considerazione della situazione di concorrenza effettiva degli appalti nel settore delle

    telecomunicazioni in seguito all'attuazione della normativa comunitaria volta a liberalizzare tale

    settore, è opportuno escludere dal campo di applicazione della presente direttiva gli appalti pubblici

    in tale settore, a condizione che siano aggiudicati allo scopo principale di permettere alle

    amministrazioni aggiudicatrici di esercitare talune attività nel settore delle telecomunicazioni. Tali

    attività sono definite conformemente alle definizioni di cui agli articoli 1, 2 e 8 della direttiva

    93/38/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di appalto degli enti

    erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che

    operano nel settore delle telecomunicazioni(10); la presente direttiva non si applica pertanto agli

    appalti che sono stati esclusi dal campo di applicazione della direttiva 93/38/CEE ai sensi

    dell'articolo 8 della medesima.

    (22) È opportuno prevedere i casi nei quali le misure di coordinamento delle procedure possono non

    essere applicate per ragioni connesse alla sicurezza o ai segreti di Stato o a causa dell'applicabilità

    di particolari norme di aggiudicazione degli appalti previste da accordi internazionali, attinenti alla

    presenza di truppe di stanza o proprie delle organizzazioni internazionali. (23) A norma dell'articolo 163 del trattato, la promozione della ricerca e dello sviluppo tecnologico

    costituisce uno dei mezzi per potenziare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria della

    Comunità e l'apertura degli appalti pubblici di servizi contribuisce al conseguimento di questo

    obiettivo. Il cofinanziamento di programmi di ricerca non dovrebbe essere oggetto della presente

    direttiva: risultano pertanto esclusi i contratti per servizi di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui

    risultati appartengono esclusivamente all'amministrazione aggiudicatrice perché li usi nell'esercizio

    della propria attività, a condizione che la prestazione dei servizi sia interamente retribuita da tale

    amministrazione.

    (24) Nell'ambito dei servizi, gli appalti aventi per oggetto l'acquisto o la locazione di beni immobili

    o diritti su tali beni presentano caratteristiche particolari che rendono inappropriata l'applicazione

    delle norme di aggiudicazione degli appalti pubblici.

    (25) L'aggiudicazione di appalti pubblici in relazione a taluni servizi audiovisivi nel settore delle

    trasmissioni radiotelevisive dovrebbe consentire di tenere conto di considerazioni di rilievo

    culturale e sociale che rendono inappropriata l'applicazione delle norme di aggiudicazione degli appalti. Per questi motivi si deve dunque prevedere un'eccezione per gli appalti pubblici di servizi

    aventi per oggetto l'acquisto, lo sviluppo, la produzione o la coproduzione di programmi pronti per

    essere diffusi e di altri servizi preparatori, quali quelli relativi alle sceneggiature o alle prestazioni artistiche necessarie alla realizzazione del programma nonché gli appalti concernenti il tempo di

    trasmissione. Tuttavia tale eccezione non dovrebbe applicarsi alla fornitura del materiale tecnico

    necessario alla produzione, alla coproduzione e alla trasmissione di tali programmi. Per

    trasmissione si dovrebbe intendere la ritrasmissione e la diffusione tramite qualsivoglia rete

    elettronica.

    (26) I servizi d'arbitrato e di conciliazione sono di norma prestati da enti o persone all'uopo

    selezionati o designati secondo modalità che non possono essere disciplinate da norme di

    aggiudicazione degli appalti pubblici.

    (27) In conformità dell'Accordo, i servizi finanziari soggetti alla presente direttiva non comprendono gli strumenti in materia di politica monetaria, tassi di cambio, debito pubblico,

    gestione delle riserve e di altre politiche che comportino operazioni su titoli o altri strumenti

    finanziari, in particolare le operazioni di approvvigionamento di denaro o capitale delle amministrazioni aggiudicatrici. Di conseguenza i contratti relativi all'emissione, all'acquisto, alla vendita o al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari non sono contemplati. Sono altresì

    esclusi i servizi forniti dalle banche centrali.

    (28) L'occupazione e le condizioni di lavoro sono elementi chiave per garantire pari opportunità a

    tutti i cittadini e contribuiscono all'integrazione nella società. In questo ambito i laboratori protetti ed i programmi di lavoro protetti contribuiscono efficacemente a promuovere l'integrazione o la

    reintegrazione dei disabili nel mercato del lavoro. Tuttavia, detti laboratori potrebbero non essere in

    grado di ottenere degli appalti in condizioni di concorrenza normali. Appare pertanto opportuno

    prevedere che gli Stati membri possano riservare la partecipazione alle procedure di aggiudicazione

    di appalti pubblici a tali laboratori o riservare l'esecuzione degli appalti nel contesto di programmi

    di lavoro protetti.

    (29) Le specifiche tecniche fissate dai committenti pubblici dovrebbero permettere l'apertura degli

    appalti pubblici alla concorrenza. A questo scopo deve essere possibile la presentazione di offerte

    che riflettano la pluralità di soluzioni tecniche. Pertanto le specifiche tecniche devono poter essere

    fissate in termini di prestazioni e di requisiti funzionali e, in caso di riferimento alla norma europea,

    o, in mancanza di quest'ultima, alla norma nazionale, le amministrazioni aggiudicatrici devono prendere in considerazione offerte basate su altre soluzioni equivalenti. Per dimostrare l'equivalenza,

    gli offerenti dovrebbero poter utilizzare qualsiasi mezzo di prova. Le amministrazioni aggiudicatrici,

laddove decidano che in un determinato caso l'equivalenza non sussiste, devono poter motivare tale

    decisione. Le amministrazioni aggiudicatrici che desiderano definire requisiti ambientali nelle specifiche tecniche di un determinato contratto possono prescrivere le caratteristiche ambientali, quali un metodo di produzione determinato, e/o gli effetti ambientali specifici di gruppi di prodotti o

    di servizi. Esse possono utilizzare, ma non vi sono obbligate, le specifiche adeguate definite dall'ecoetichettatura, come l'ecoetichettatura europea, l'ecoetichettatura (multi)nazionale o qualsiasi

    altra ecoetichettatura, purché i requisiti per l'etichettatura siano elaborati ed adottati in base a informazioni scientifiche mediante un processo cui possano partecipare le parti interessate, quali gli

    organi governativi, i consumatori, i produttori, i distributori o le organizzazioni ambientali e purché

    l'etichettatura sia accessibile e disponibile per tutte le parti interessate. Ogni qualvolta ciò sia possibile, le amministrazioni aggiudicatrici dovrebbero definire specifiche tecniche in modo da tener conto dei criteri di accessibilità per i portatori di handicap o di una progettazione adeguata per tutti gli utenti. Le specifiche tecniche dovrebbero essere chiaramente indicate, affinché tutti gli

    offerenti siano al corrente degli aspetti coperti dai requisiti fissati dall'amministrazione

    aggiudicatrice.

    (30) Le informazioni supplementari relative agli appalti devono essere indicate, com'è consuetudine

    negli Stati membri, nel capitolato d'oneri relativo a ciascun appalto o in ogni documento equivalente.

    (31) Le amministrazioni aggiudicatrici che realizzano progetti particolarmente complessi possono

    trovarsi nell'impossibilità oggettiva, non per carenze loro imputabili, di definire i mezzi atti a

    soddisfare le loro esigenze o di valutare ciò che il mercato può offrire in termini di soluzioni tecniche e/o di soluzioni giuridico/finanziarie. Tale situazione può in particolare verificarsi per l'esecuzione di importanti progetti di infrastruttura di trasporti integrati, di grandi reti informatiche, di progetti che comportano un finanziamento complesso e strutturato, di cui non è possibile stabilire

    in anticipo l'impostazione finanziaria e giuridica. Nella misura in cui il ricorso a procedure aperte o ristrette non consenta di aggiudicare detti appalti, occorre prevedere una procedura flessibile che

    salvaguardi sia la concorrenza tra operatori economici sia la necessità delle amministrazioni aggiudicatrici di discutere con ciascun candidato tutti gli aspetti dell'appalto. Tuttavia tale procedura

    non deve essere utilizzata in modo che limiti o distorca la concorrenza, in particolare mediante modifiche di elementi sostanziali delle offerte o imponendo elementi nuovi sostanziali all'offerente

    scelto ovvero coinvolgendo qualsiasi altro offerente che non sia quello che ha presentato l'offerta

    economicamente più vantaggiosa.

    (32) Per favorire l'accesso delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici, è necessario

    prevedere disposizioni in materia di subappalto.

    (33) Le condizioni di esecuzione di un appalto sono compatibili con la presente direttiva a

condizione che non siano, direttamente o indirettamente, discriminatorie e siano indicate nel bando

    di gara o nel capitolato d'oneri. In particolare esse possono essere finalizzate alla formazione professionale nel cantiere, alla promozione dell'occupazione delle persone con particolari difficoltà di inserimento, alla lotta contro la disoccupazione o alla tutela dell'ambiente. A titolo di esempio, si

    possono citare, tra gli altri, gli obblighi - applicabili all'esecuzione dell'appalto - di assumere disoccupati di lunga durata o di introdurre azioni di formazione per i disoccupati o i giovani, di

    rispettare in sostanza le disposizioni delle convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) nell'ipotesi in cui non siano state attuate nella legislazione nazionale,

    di assumere un numero di persone disabili superiore a quello stabilito dalla legislazione nazionale. (34) Durante l'esecuzione di un appalto pubblico si applicano le leggi, le regolamentazioni e i contratti collettivi, sia nazionali che comunitari, in vigore in materia di condizioni di lavoro e sicurezza sul lavoro, purché tali norme, nonché la loro applicazione, siano conformi al diritto comunitario. Nelle situazioni transfrontaliere, in cui lavoratori di uno Stato membro forniscono servizi in un altro Stato membro per la realizzazione di un appalto pubblico, la direttiva 96/71/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi(11), stabilisce le condizioni minime che devono essere

    rispettate nel paese ospitante nei confronti di detti lavoratori distaccati. Se il diritto nazionale contiene disposizioni in tal senso, il mancato rispetto di questi obblighi può essere considerato una colpa grave o un reato che incide sulla moralità professionale dell'operatore economico e può comportare l'esclusione di quest'ultimo dalla procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico.

    (35) Tenuto conto delle nuove tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni e delle semplificazioni che esse possono comportare per quanto riguarda la pubblicità degli appalti nonché

    in termini di efficacia e di trasparenza delle procedure di aggiudicazione, è opportuno porre sullo

    stesso piano i mezzi elettronici e gli strumenti classici di comunicazione e di scambio di informazioni. In tutta la misura del possibile i mezzi e le tecnologie prescelti dovrebbero essere

    compatibili con le tecnologie utilizzate negli altri Stati membri.

    (36) Lo sviluppo di una effettiva concorrenza nel settore degli appalti pubblici richiede una pubblicità comunitaria dei bandi di gara redatti dalle amministrazioni aggiudicatrici degli Stati membri. Le informazioni contenute in tali bandi devono permettere agli operatori economici della

    Comunità di valutare se gli appalti proposti li interessano. A tal fine occorre fornire loro una sufficiente conoscenza dell'oggetto dell'appalto e delle relative condizioni. È pertanto opportuno

    garantire una migliore visibilità dei bandi pubblicati, mediante strumenti appropriati, come i formulari standard di bandi di gara e la nomenclatura "Vocabolario comune per gli appalti" (CPV)

    ("Common Procurement Vacabulary"), previsto dal regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento

europeo e del Consiglio(12), come la nomenclatura di riferimento per gli appalti pubblici. Nelle

    procedure ristrette, la pubblicità dovrebbe mirare più in particolare a permettere agli operatori economici degli Stati membri di manifestare il loro interesse per gli appalti, sollecitando dalle

    amministrazioni aggiudicatrici un invito a presentare un'offerta in conformità alle condizioni

    prescritte.

    (37) Nel quadro della presente direttiva alle trasmissioni di informazioni per via elettronica si

    dovrebbero applicare la direttiva 1999/93/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13

    dicembre 1999, relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche(13) e la direttiva

    2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (direttiva sul commercio elettronico)(14). Le procedure di aggiudicazione degli

    appalti pubblici e le norme applicabili ai concorsi di servizi richiedono un livello di sicurezza e riservatezza maggiore di quello previsto dalle suddette direttive. Di conseguenza, i dispositivi per la

    ricezione elettronica delle offerte, delle domande di partecipazione nonché dei piani e progetti dovrebbero soddisfare requisiti specifici aggiuntivi. A questo scopo, l'uso delle firme elettroniche ed, in particolare, della firma elettronica avanzata, dovrebbe essere incoraggiato in tutta la misura del possibile. Inoltre l'esistenza di sistemi di accreditamento facoltativi può costituire un quadro favorevole al miglioramento del livello del servizio di certificazione fornito per questi dispositivi. (38) L'uso di mezzi elettronici determina economie di tempo. È pertanto opportuno prevedere una

    riduzione dei termini minimi in caso di ricorso a tali mezzi elettronici, a condizione tuttavia che essi

    siano compatibili con le modalità di trasmissione specifiche previste a livello comunitario. (39) La verifica dell'idoneità degli offerenti, nelle procedure aperte, e dei candidati, nelle procedure ristrette e negoziate con pubblicazione di un bando di gara nonché nel dialogo competitivo, e la loro

    selezione dovrebbero avvenire in condizioni di trasparenza. A questo riguardo è opportuno che siano indicati i criteri non discriminatori che le amministrazioni aggiudicatrici possono utilizzare

    per la selezione dei candidati ed i mezzi di cui gli operatori economici possono avvalersi per dimostrare di ottemperare a tali criteri. In vista di tale trasparenza le amministrazioni aggiudicatrici dovrebbero essere tenute a indicare, fin dall'avvio del confronto competitivo, i criteri di selezione cui si atterranno, nonché il livello di capacità specifiche eventualmente preteso dagli operatori

    economici per ammetterli alla procedura di aggiudicazione dell'appalto.

    (40) L'amministrazione aggiudicatrice può limitare il numero di candidati alle procedure ristrette e negoziate con la pubblicazione di un bando di gara, nonché al dialogo competitivo. La riduzione del

    numero di candidati dovrebbe essere effettuata sulla base di criteri oggettivi indicati nel bando di gara. Detti criteri oggettivi non implicano necessariamente ponderazioni. Per quanto riguarda i

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